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	<title>Blog degli Amici di  Pino Masciari &#187; noviello</title>
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	<description>Ogni persona che viene a conoscenza della mia storia, mi allunga la vita di un giorno</description>
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		<title>Masciari, Noviello e gli altri testimoni &#8220;Così lo Stato abbandona chi denuncia&#8221;</title>
		<link>http://www.pinomasciari.org/2008/08/masciari-noviello-e-gli-altri-testimoni-cosi-lo-stato-abbandona-chi-denuncia/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Aug 2008 04:41:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[corriere della sera]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Riportiamo un articolo di <a href="http://liberainformazione.org">liberainformazione</a> che ripercorre gli ultimi avvenimenti suscitati dall'articolo di Carlo Vulpio sul Corriere della Sera</p>
<p>&#160;</p>
<h2>Il Corriere: l'imprenditore di Vibo in esilio da anni. Il ministero: immagine falsata. Ma il commerciante campano ucciso dalla camorra non era protetto</h2>
<p>Un&#8217;amara denuncia, una replica puntuale anche se parziale, la durezza dell&#8217;esilio a vita. La storia di Pino Masciari &#232; la storia del travaglio e della paura dei testimoni di giustizia. Che troppo spesso si sentono abbandonati dallo Stato, dal punto di vista umano innanzitutto. Ultimo atto una dura polemica con il ministero del&#8217;Interno, mediata da alcuni articolo del Corriere della Sera. Con una polemica destinata a durare sulla vicenda dell&#8217;impenditore campano Domenico Noviello, ucciso dai Casalesi a maggio, mai entrato nel programma di protezione.</p>
<p>&#160;</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riportiamo un articolo di <a href="http://liberainformazione.org">liberainformazione</a> che ripercorre gli ultimi avvenimenti suscitati dall&#8217;articolo di Carlo Vulpio sul Corriere della Sera</p>
<h3>Il Corriere: l&#8217;imprenditore di Vibo in esilio da anni. Il ministero: immagine falsata. Ma il commerciante campano ucciso dalla camorra non era protetto</h3>
<p>Un’amara denuncia, una replica puntuale anche se parziale, la durezza dell’esilio a vita. La storia di Pino Masciari è la storia del travaglio e della paura dei testimoni di giustizia. Che troppo spesso si sentono abbandonati dallo Stato, dal punto di vista umano innanzitutto. Ultimo atto una dura polemica con il ministero del’Interno, mediata da alcuni articolo del Corriere della Sera. Con una polemica destinata a durare sulla vicenda dell’impenditore campano Domenico Noviello, ucciso dai Casalesi a maggio, mai entrato nel programma di protezione.</p>
<p><span id="more-1687"></span></p>
<div><strong>IL CORRIERE ALL’ATTACCO:</strong></div>
<p><strong>TESTIMONI ABBANDONATI</p>
<p>E’ l’8 luglio e il giornalista Carlo Vulpio pubblica sul quotidiano di via Solferino due articoli dedicati all’odissea dei testimoni di giustizia, con un approfondimento sulla vicenda Masciari. “Undici anni di esilio”, così è riassunta la vicenda dell’imprenditore edile di Vibo (la sua azienda era la settima in Calabria, con cento operai fissi e altrettanti collaboratori) costretto ad abbandonare la propria casa per aver detto no alle estorsioni con una denuncia. Più volte Masciari ha lamentato di essere stato “sequestrato” dallo Stato, un esilio a vita per l’intera famiglia dalla propria terra, l’impossibilità di riprendere il proprio lavoro, di tornare in Calabria sotto protezione.</p>
<p></strong></p>
<p>C’è anche un altro caso eclatante, quello dell’imprenditore Domenico Noviello, coraggioso nel denunciare il clan dei Casalesi nel 2001. E punito il 15 maggio del 2008 a Castelvolturno. Secondo il primo quotidiano del Paese, nel 2003 la commissione centrale di protezione (ministero dell&#8217;Interno) avrebbe ritirato la protezione perché Noviello non correva più rischi.</p>
<div><strong>IL MINISTERO ALZA GLI SCUDI:</strong></div>
<p><strong>MOLTO E’ CAMBIATO</p>
<p>Il Viminale replica in una lunga nota alle bordate del Corriere della Sera. Primo dato: la commissione centrale ha riconosciuto a Masciari 3,5 milioni di euro di “liquidazione”, la cifra più alta fino ad oggi.Il ministero ripercorre la vicenda sottolineando come già nel 2004 l’allora ministro del’Interno Alfredo Mantovano avesse proposto un risarcimento di 1.3 milioni per il fallimento e la riabilitazione di Masciari. Una proposta rifiutata, con tanto di ricorso al Tar. Segue, sotto il governo Prodi, la nuova proposta che ammonta a 3,5 milioni. Intanto Masciari, si precisa, continua a percepire un assegno e a usufruire di un alloggio.</p>
<p></strong></p>
<p>Poi le bacchettate al Corriere, accusato di dare un’immagine falsa che “non rende un servizio alla verità e scoraggia chi intenda affrontare un percorso difficile, ma non da clandestino”.  Dal 2001 molto è cambiato, tanto che “i nuovi ingressi nel programma sono quadruplicati in sette anni”.  Ultima precisazione: l’imprenditore Noviello non è uscito dal programma di protezione nel 2003 semplicemente perché non vi è mai entrato. Una smentita che, probabilmente, aggraverà le contestazioni del fronte dei testimoni di giustizia.</p>
<p><strong>MASCIARI E NOVIELLO</strong></p>
<p>Lo sfogo dell’imprenditore vibonese non si è fatto attendere: al ministero Masciari ricorda di aver perso tutto con il trasferimento al  Nord. Una perdita risarcita, di diritto. In altri termini la prima proposta, quella del 2004, considerava il semplice risarcimento relativo al fallimento dell’azienda, senza un euro in più. Ma la cosa che ha fatto infuriare Masciari riguarda l’aspetto sicurezza: non era prevista la protezione, il che vorrebbe dire rinunciare per sempre alla Calabria, un esilio inaccettabile per il focoso imprenditore : “I nostri figli hanno conosciuto nel 2007 i nonni i cugini, gli zii”. Anche la nuova capitalizzazione non tiene conto della questione sicurezza. Ancora una condanna all’esilio. Che per Masciari è motivo di scandalo: “Non sono quindi i &#8220;testimoni di giustizia&#8221; a scoraggiare chi intende denunciare i malavitosi ma il trattamento che i testimoni ricevono dallo stato una volta entrati nel programma”. Di certo c’è che i testimoni di giustizia vanno protetti. Per non fare la fine di Noviello.</p>
<div><a href="http://liberainformazione.org/news.php?newsid=4119">Vibo, 11/7/2008</a></p>
<div><a href="http://liberainformazione.org/news.php?newsid=4119">Liberainformazione</a></div>
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		<title>In memoria di Domenico Noviello con i Testimoni di Giustizia</title>
		<link>http://www.pinomasciari.org/2008/05/in-memoria-di-domenico-noviello-con-i-testimoni-di-giustizia/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 May 2008 04:15:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alcy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[casal di principe]]></category>
		<category><![CDATA[libera]]></category>
		<category><![CDATA[noviello]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#160;</p>
<p><strong>Gli amici di Pino Masciari sono invitati a partecipare insieme a Pino</strong> e altri testimoni di giustizia, all'iniziativa di Libera Piemonte che si recher&#224; domenica 1 Giugno sulla tomba di Domenico Noviello, riporto la lettera di Davide Mattiello che rende bene il senso di questo incontro a Casal di Principe.</p>
<p>
<table width="100%" cellspacing="1" cellpadding="1" border="0">
    <tbody>
        <tr>
            <div align="center">&#160;</div>
            <p><em><br />
            </em></p>
            <td>
            <h2><strong><strong><img width="226" height="95" align="left" src="http://farm4.static.flickr.com/3107/2530937320_9c9e96c069.jpg?v=0" alt="" /></strong></strong></h2>
            </td>
            <td>
            <div align="center">
            <h2>DOVE E' DIFESA LA COSTITUZIONE</h2>
            <h2>in memoria di <strong> Domenico Noviello</strong></h2>
            <h2>con i <strong>Testimoni  di Giustizia</strong></h2>
            <h2>Domenica 1&#176;  Giugno</h2>
            <h2>da Torino a Casal di Principe ore 11:00</h2>
            </div>
            </td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
</p>
<p>&#160;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><strong>Gli amici di Pino Masciari sono invitati a partecipare insieme a Pino</strong> e altri testimoni di giustizia, all&#8217;iniziativa di Libera Piemonte che si recherà domenica 1 Giugno sulla tomba di Domenico Noviello, riporto la lettera di Davide Mattiello che rende bene il senso di questo incontro a Casal di Principe.</p>
<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="1" width="100%">
<tbody>
<tr>
<div> </div>
<p><em><br />
</em></p>
<td>
<h2><strong><strong><img src="http://farm4.static.flickr.com/3107/2530937320_9c9e96c069.jpg?v=0" alt="" width="226" height="95" align="left" /></strong></strong></h2>
</td>
<td>
<div>
<h2>DOVE E&#8217; DIFESA LA COSTITUZIONE</h2>
<h2>in memoria di <strong>Domenico Noviello</strong></h2>
<h2>con i <strong>Testimoni di Giustizia</strong></h2>
<h2>Domenica 1° Giugno</h2>
<h2>da Torino a Casal di Principe ore 11:00</h2>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p> </p>
<div><em>“Se voi volete andare in pellegrinaggio, nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati, dovunque è morto un italiano, per riscattare la libertà e la dignità: andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione</em>”.</div>
<p>Piero Calamandrei. Gennaio 1955, Milano</p>
<p>Noi nei luoghi evocati da Calamandrei ci siamo tornati e ci torneremo ancora mille volte, ma con la stessa intensità e volontà di impegno concreto e tenace sentiamo il dovere di “andare in pellegrinaggio” nei luoghi nei quali la Costituzione è stata difesa in questi sessant&#8217;anni. Sappiamo infatti quanto l&#8217;attuazione e la tutela del patto fondativo della nostra Repubblica abbia richiesto e richieda a ciascuno di noi un continuo sforzo e un&#8217;immutata passione.<br />
Per questo ci raccoglieremo sulla tomba di Domenico Noviello, ucciso il 16 Maggio 2008, a 65 anni dalla camorra, che non dimentica. Aveva denunciato e fatto condannare i suoi estorsori, era stato sottoposto a programma di protezione nel 2001, ma nel 2003 il programma era stato revocato, ritenendo la Commissione Centrale che non sussistessero più motivi di rischio.<br />
Il coraggio dei Testimoni di Giustizia nel denunciare, preferendo la legalità e la giustizia alla sudditanza o alla complicità, rappresenta l&#8217;anima della nostra Costituzione. Il dolore e la solitudine in cui queste persone troppo spesso si trovano a vivere, rappresentano una ferita profonda per tutti noi. La responsabilità di certi segmenti delle Istituzioni nel procurare questo dolore e questa solitudine è per noi uno scandalo vergognoso e inaccettabile. La Commissione Parlamentare Anti mafia stessa nella relazione approvata il 20 Febbraio 2008 all&#8217;unanimità (relatrice On. Angela Napoli) ha richiamato con forza il valore dei Testimoni di Giustizia e l&#8217;inammissibilità di certi inadempimenti imputabili al Ministero dell&#8217;Interno. Inadempimenti quanto meno colposi.<br />
Speriamo di poter condividere questo pellegrinaggio con i Testimoni di Giustizia, le loro famiglie e con quanti si sentono corresponsabili delle loro scelte, delle loro fatiche e della loro fame di giustizia. Speriamo che questo gesto ci aiuti a vivere con rinnovata consapevolezza la festa del 2 Giugno: noi nella storia di questa Repubblica ci riconosciamo, ce la assumiamo fino in fondo e sapendo che è stata ed è anche storia matrigna e cattiva, non ci diamo alternativa all&#8217;impegno per farla migliore.</p>
<div>Per Libera Piemonte <em><br />
<em>Davide Mattiello</em></em></div>]]></content:encoded>
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		<title>“TEMO DI FARE LA  FINE DI NOVIELLO”</title>
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		<pubDate>Mon, 19 May 2008 02:23:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alcy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[noviello]]></category>
		<category><![CDATA[vibo valentia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p class="MsoBodyText">TESTIMONI GIUSTIZIA. PINO MASCIARI. &#8220;TEMO DI FARE LA &#160;FINE DI NOVIELLO&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoBodyText">&#160;- Vibo Valentia,&#160; 17 mag. &#8211; &#8220;Temo di fare anch&#8217;io la stessa fine che ha fatto Domenico Noviello, l&#8217;imprenditore di Castel Volturno, ucciso dalla camorra per essersi ribellato al pagamento del pizzo e con le sue denunce ha mandato in galera i suoi estorsori&#8221; Ad affermarlo Pino Masciari, l&#8217;ex imprenditore calabrese, uno dei pi&#249; importanti testimoni di giustizia, al pari di Novello lasciato senza programma di protezione dopo aver servito la giustizia e lo Stato. &#8220;Dicono sempre la stessa cosa, quando per qualcuno di noi arriva la camorra o la &#8220;ndrangheta a punirti. Dicono che si era fuori dal programma di protezione. Ma perch&#233;, mi chiedo,&#160; ci deve mandare al macello quando si sa che sia la &#8220;ndrangheta sia la camorra non scherzano. &#8220;Ho chiesto scorta e tutela, ma come risposta mi hanno tolto il programma di protezione &#8211; ha aggiunto Pino Masciari &#8211; costringendomi a ricorrere al Tar, ma ohim&#232;! Nemmeno il tribunale amministrativo si decide a dare una risposta. E poi Gerardo Dominianni, il magistrato che proprio ieri in un comune del vibonese, ha disposto il fermo di sei presunti estorsori, dichiara che tutti gli imprenditori pagano il pizzo. La risposta &#232; semplice &#8211; continua Masciari &#8211; E&#8217; perch&#233; sembra che sia proprio lo Stato a volerle cos&#236;, altrimenti si dovrebbe comportare meglio verso coloro che si ribellano. Non &#232; giusto, non &#232; umano che ci&#242; avvenga&#8221;. Pino Masciari, l&#8217;imprenditore vibonese di 49 anni, che 11 anni fa denunci&#242; e mand&#242; in galera, costituendosi anche parte civile, gli esponenti delle pi&#249; pericolose cosche calabresi, da allora &#232; stato inviato unitamente alla moglie e i due figli piccoli&#160; in una localit&#224; protetta, si&#160; fa per dire, come lui ama dire ironizzando. &#8220;In effetti si &#232; trattato &#8211; aggiunge amaramente di un vero e proprio esilio, una deportazione, mentre io ho chiesto sempre di essere reinserito nel lavoro, come unica ed efficace risposta dello Stato contro la &#8220;ndrangheta&#8221;. Un mese fa Pino Masciari, come segno di protesta, senza scorta &#232; ritornato in Calabria dove ha tenuto una serie di conferenze sulla legalit&#224;. Adesso &#232; in giro per l&#8217;Italia accolto ovunque con tutto il rispetto che merita, la citt&#224; di Torino, gli ha concesso la cittadinanza onoraria ed altre citt&#224; stanno per farlo. Si stanno organizzando ovunque dei gruppi e per i prossimi giorni ha annunciato azioni di protesta eclatanti. Intervista a Michele Garr&#236;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoBodyText">TESTIMONI GIUSTIZIA. PINO MASCIARI. “TEMO DI FARE LA  FINE DI NOVIELLO”</p>
<p class="MsoBodyText" style="text-align: justify;"> - Vibo Valentia,  17 mag. – “Temo di fare anch’io la stessa fine che ha fatto Domenico Noviello, l’imprenditore di Castel Volturno, ucciso dalla camorra per essersi ribellato al pagamento del pizzo e con le sue denunce ha mandato in galera i suoi estorsori” Ad affermarlo Pino Masciari, l’ex imprenditore calabrese, uno dei più importanti testimoni di giustizia, al pari di Novello lasciato senza programma di protezione dopo aver servito la giustizia e lo Stato. “Dicono sempre la stessa cosa, quando per qualcuno di noi arriva la camorra o la “ndrangheta a punirti. Dicono che si era fuori dal programma di protezione. Ma perché, mi chiedo,  ci deve mandare al macello quando si sa che sia la “ndrangheta sia la camorra non scherzano. “Ho chiesto scorta e tutela, ma come risposta mi hanno tolto il programma di protezione – ha aggiunto Pino Masciari – costringendomi a ricorrere al Tar, ma ohimè! Nemmeno il tribunale amministrativo si decide a dare una risposta. E poi Gerardo Dominianni, il magistrato che proprio ieri in un comune del vibonese, ha disposto il fermo di sei presunti estorsori, dichiara che tutti gli imprenditori pagano il pizzo. La risposta è semplice – continua Masciari – E’ perché sembra che sia proprio lo Stato a volerle così, altrimenti si dovrebbe comportare meglio verso coloro che si ribellano. Non è giusto, non è umano che ciò avvenga”. Pino Masciari, l’imprenditore vibonese di 49 anni, che 11 anni fa denunciò e mandò in galera, costituendosi anche parte civile, gli esponenti delle più pericolose cosche calabresi, da allora è stato inviato unitamente alla moglie e i due figli piccoli  in una località protetta, si  fa per dire, come lui ama dire ironizzando. “In effetti si è trattato – aggiunge amaramente di un vero e proprio esilio, una deportazione, mentre io ho chiesto sempre di essere reinserito nel lavoro, come unica ed efficace risposta dello Stato contro la “ndrangheta”. Un mese fa Pino Masciari, come segno di protesta, senza scorta è ritornato in Calabria dove ha tenuto una serie di conferenze sulla legalità. Adesso è in giro per l’Italia accolto ovunque con tutto il rispetto che merita, la città di Torino, gli ha concesso la cittadinanza onoraria ed altre città stanno per farlo. Si stanno organizzando ovunque dei gruppi e per i prossimi giorni ha annunciato azioni di protesta eclatanti. Intervista a Michele Garrì</p>]]></content:encoded>
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