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  • Comunicato Stampa degli amici di Pino Masciari: Solidarietà a Roberto Saviano 

    E’ di questi giorni la notizia dell’attentato a Roberto Saviano che sarebbe stato pianificato dalla camorra entro Natale. Non possiamo che essere intimamente solidali e vicini a Roberto, assistendo alla sua reazione di sconforto e desiderio di vivere e andarsene dall’Italia con la sensibilità di chi ha già visto altri affermare la stessa tempo addietro: era aprile e Pino chiedeva asilo politico all’estero per la sua famiglia, per salvar loro la vita.

    La reazione del mondo politico alla notizia dell’attentato a Saviano è quella di una gamba intorpidita che al colpo del martelletto del dottore scatta con un ritardo, segnale di qualcosa che non va nella salute. (Continua…)

    • Michele 04:31 on 16 ottobre 2008 Permalink | Rispondi

      Il fatto che chi dice la verita’ in nome della giustizia debba andarsene e coloro i quali sono denunciati restino… riempe di dispiacere, specialmente chi come me ha lasciato l’Italia sperando un giorno di tornarci e ritrovarla migliore di come l’aveva lasciata. Ovunque vadano i tutti i coraggiosi Saviano o Masciari del caso avranno la nostra stima e il nostro supporto. Sempre.

    • Angela 20:58 on 16 ottobre 2008 Permalink | Rispondi

      se lo stato nn riesce a stare vicino a chi denuncia
      io penso che dovrebbe farlo almeno la società civile…
      vi siamo vicini Pino e Roberto
      Angela

    • Rosa 14:46 on 17 ottobre 2008 Permalink | Rispondi

      Ciao a tutti!

      Ho finalmente trovato qualche minuto per inviare ai miei contatti e-mail una “catena” con la storia di Pino Masciari. Naturalmente ho aggiunto che non si tratta di un’eccezione, ma della regola e oltre all’indirizzo di questo sito internet, ho aggiunto l’indirizzo internet di “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”. Non so se la catena girerà, ma forse qualcun altro si interesserà a questi problemi, e naturalmente più siamo e meglio è!
      Ora come ora internet è il mezzo più potente a mia disposizione per sostenere coloro che combattono contro la criminalità organizzata, quindi lo uso! Spero di riuscire a sensibilizzare qualcuno, perchè è proprio ora di finirla di considerare gli immigrati un problema mentre le organizzazioni criminali ITALIANE insieme a politici collusi fanno dell’Italia ciò che vogliono!

      Sono d’accordo con Angela..se lo Stato abbandona, allora deve esserci la società civile!

      E intanto ancora una volta ribadisco la mia vicinanza a tutti i Saviano e i Masciari d’Italia!

      Rosa

    • giuseppe scano 19:08 on 17 ottobre 2008 Permalink | Rispondi

      si protegge saviano perchè troppo in vista e si lascia nella …. pino masciari che rischia come lui .
      Inoltre segnalo il caso di un pentito che ha denunciato quella che molti chiamano la banda dela magliana sarda e per avere protezione è costretto a farsi arrestare

      dala nuova sardegna del 17\10\2008

      Oristano. E’ testimone a un processo e vuole essere protetto: inscena
      un furto e si consegna
      Teme una vendetta, si fa arrestare
      Autodenuncia di un ex pentito della banda di Is Mirrionis

      ORISTANO. Meglio il carcere che testimoniare da ex pentito in un’aula
      giudiziaria senza nessuna protezione. Così il cagliaritano Carlo
      Dessì, 54 anni, un nome che riporta agli anni in cui nel capoluogo
      dominava la banda di Is Mirrionis l’altra sera ha preferito farsi
      arrestare dando vita a una sorta di sceneggiata: ha rubato un furgone
      nel cuore della città di Eleonora, poi ha raggiunto la questura e si è
      autodenunciato. Ci aveva provato anche poco prima, confessando un
      furto (900 euro) messo a segno nel Lazio. Ma non è stato creduto. Così
      ha optato per il furgone. Dessì mercoledì prossimo deve presentarsi a
      un processo in tribunale a Cagliari: adesso spera di andarci con la
      scorta.
      Dove dovrà presentarsi la mattina di mercoledì 22 in veste di
      testimone in un processo già fissato. Processo al quale voleva andare
      solo se scortato dalla polizia penitenziaria. Con buona ragione,
      tenuto conto che il protagonista di questo episodio un po’ kafkiano è
      Carlo Dessì, 54 anni, cagliaritano doc, malavitoso di lungo corso e
      forse uno dei pentiti della prima ora. Un uomo, insomma, sul quale
      vorrebbero mettere le mani in tanti. E non certo per accarezzargli il
      viso.
      Infatti, nei suoi confronti esiste probabilmente una vera e propria
      condanna a morte, emessa da qualcuno di quei boss che Carlo Dessì ha
      volutamente tradito, dopo averne condiviso i crimini. Forse anche
      quelli peggiori, mai confessati ovviamente, che dopo anni e anni di
      indagini fece finire in Corte d’assise pezzi da novanta e semplici
      gregari di quella organizzazione malavitosa conosciuta come la “banda
      di Is Mirrionis”, capeggiata dal sanguinario Mario Tidu, che per lungo
      tempo e impunemente terrorizzò Cagliari e dintorni, lasciandosi dietro
      attentati dinamitardi (arrivarono persino a far esplodere la dinamite
      davanti all’ingresso del commissariato di Sant’Avendrace, allora posto
      in via Abruzzi), sparatorie in puro stile western nelle strade del
      quartiere San Michele e un bel po’ di morti ammazzati.
      Banda che fu sgominata all’alba di un giorno d’inverno di fine ‘92,
      quando un esercito fra poliziotti e carabinieri, coordinati
      dall’attuale questore di Grosseto, Maria Rosaria Maiorino, cinse
      d’assedio i quartieri di Is Mirrionis e San Michele per eseguire gli
      ordini d’arresto firmati in buona parte dal sostituto procuratore
      Mario Marchetti.
      Ebbene, fra la cinquantina di persone – comprese molte donne – che
      finirono in carcere (in parte a Buoncammino, in parte a Oristano e
      altri a Sassari) c’era anche lui, Carlo Dessì, che forse aveva già
      mosso i primi passi verso la più sicura oasi del collaboratore di
      giustizia.
      Ovviamente dopo arrivarono i processi. E nel corso di quello di primo
      grado, davanti alla Corte d’assise, nell’aula del “palazzaccio”
      cagliaritano fece capolino, seppure con una toccata e fuga, anche un
      vero boss, di quelli con la “B” maiuscola. Vale a dire Gaetano Iannì,
      “don Tano” per amici e picciotti, riconosciuto capo della Stidda, una
      costola della mafia siciliana entrata in guerra aperta con Cosa
      Nostra.
      Cosa c’entrava Tano Iannì, che a cavallo dei fine anni Ottanta e i
      primi anni Novanta viveva da libero vigilato in quel di Carbonia (con
      tutto il suo clan, formato da gente dal grilletto facile)? Lo raccontò
      lui stesso ai giudici – dopo aver indossato i larghi panni del
      pentito, che ancor’oggi indossa insieme ai due figli che aveva
      utilizzato in più azioni criminose – sostenendo che Mario Tidu e il
      suo braccio destro Elio Melis, soprannominato Sa Niedda, avevano
      contattato il clan dei siciliani per ottenere da loro droga in cambio
      di armi o viceversa. Per concludere questa sorta di excursus criminale
      va ricordato che il processo alla “banda di Is Mirrionis” si concluse
      con la distribuzione di diversi ergastoli e centinaia d’anni di
      reclusione, confermati poi, nel tempo, in Assise e in Cassazione. E
      tra i condannati, a una pena tutto sommato mite, c’era anche lui,
      questo Carlo Dessì protagonista dell’episodio oristanese, che per un
      certo periodo era entrato nel cosiddetto programma di protezione,
      messo in piedi giusto per tutelare i pentiti. Ma evidentemente la
      protezione è stata breve. Già, perché Carlo Dessì, con un suo amico di
      gioventù e di pentimento, Paolo Santona, morto poco tempo fa, si mise
      nei guai durante le indagini sul sequestro di Silvia Melis con un
      maldestro tentativo di calunnia ai danni del magistrato Mario
      Marchetti, che a loro dire – ma poi ritrattarono tutto – li assoldò
      per incastrare con una presunta storia di droga l’allora editore Niki
      Grauso.
      Poi, negli ultimi anni, Carlo Dessì ha finito con il vivere da
      barbone, girovagando per l’Italia, tenendosi però ben lontano da
      Cagliari. Chissà perché?

    • Enzo 00:53 on 18 ottobre 2008 Permalink | Rispondi

      oggi maroni ha detto che Saviano è un simbolo e non il simbolo. aggiungendo “siamo noi la lotta alla criminalità organizzata”.
      Brancoliamo nel buio se continuiamo a confondere gli uomini con i simboli e le persone con i personaggi.
      E’ questa la lotta alla criminalità organizzata?

    • Rosa 10:55 on 18 ottobre 2008 Permalink | Rispondi

      Maroni qualche tempo fa quando c’è stata la retata a Castelvolturno e ha inviato lì l’esercito ha detto anche che questa è la dimostrazione che lo Stato c’e! A voi sembra una dimostrazione della presenza dello Stato? Io ho avuto voglia di scendere a Roma a insultarlo!

      Volevo anche dire una cosa su Saviano: è vero che lui ha la scorta perchè è noto e altri no e questo è vergognoso! Ma siamo sicuri che sia una vera protezione da parte dello Stato? Non fraintendetemi, non voglio dire che la scorta non serva, stavo solo riflettendo su una cosa: Saviano ha la scorta, ma avevano progettato un attentato contro di lui; Falcone e Borsellino avevano una scorta, ma li hanno fatti saltare in aria..se voi aveste paura dello Stato organizzereste attentati contro chi è protetto dallo Stato?

      Ieri ho visto un pezzo di Matrix, una puntata su Saviano. Hanno fatto un’intervista ad un ragazzo di Casal di Principe chiedendogli cosa ne pensasse di Saviano e questo ha risposto: è uno che non si fa i cazzi suoi!
      Secondo me il problema è questo atteggiamento! Scorta o non scorta..

    • Indiano1983 22:49 on 19 ottobre 2008 Permalink | Rispondi

      Meglio tardi che mai..

      http://indiano1983.blogspot.com/2008/10/la-calabria-che-c-ma-che-non-si-vuole.html

      qui è possibile leggere il mio racconto della mia esperienza in Calabria, a Catanzaro con Pino e altri splendidi Amici, del precedente fine settimana.

      A presto

      Indiano

    • giuseppe scano 18:41 on 20 ottobre 2008 Permalink | Rispondi

      concordo con te rosa . la vera lotta ala mafia dovrebbe partire dall’educazione ala legalità , inserita nell’ora di educazione civica . Quando lo impareranno forse dopo un’altra capaci e via d’amelio con l’aggiunta di persone che non siano magistrati o o uomini di scorta

    • giuseppe scano 18:42 on 20 ottobre 2008 Permalink | Rispondi

      scuisate il sarcasmo del post precedente

    • Rosa 22:27 on 22 ottobre 2008 Permalink | Rispondi

      Anche in Trentino hanno sgominato una cellula mafiosa facente capo alla Sacra Corona Unita. Solita storia: boss della Sacra Corona Unita sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno in un paesino sul lago di Garda, assunzione fasulla in un bar, spaccio di droga..da verificare riciclaggio di denaro sporco..
      Ora è da vedere come andrà il processo..speriamo che comunque una tale notizia dia la sveglia anche da queste parti, visto che qui la guardia è molto bassa e si pensa ancora di vivere in una specie di isola felice protetta da chissà quale scudo contro influenze esterne!
      Fatto gravissimo..ma le forze dell’ordine sono intervenute in tempo stavolta! Speriamo bene!

     
     
  • Pino Masciari, istruzioni per l’uso 

    Comunicato stampa degli amici di Pino Masciari

    “Abbiamo assistito a sporadiche e fugaci apparizioni di forze dell’ordine giunte per verificare la presenza di Pino Masciari, tuttavia senza assicurarsi di persona di ciò e abbandonando subito il luogo delle conferenze: a dimostrazione che è da escludere l’intenzione di garantire la sicurezza di Pino e noi, suoi amici che portiamo avanti l’azione di difesa popolare, ne siamo testimoni insieme a tutti i cittadini presenti.

    Non siamo e non dobbiamo essere noi i responsabili della protezione di Pino: questo è dovere, obbligo e competenza della Commissione Centrale che dà direttive al Servizio C.le di Protezione, il quale a sua volta dispone le forze dell’ordine sul territorio.

    Noi lo accompagniamo e gli stiamo accanto in assenza della scorta di protezione che dal 19 settembre 2008 non è stata più assegnata, cercando di impedire la libertà di movimento e la volontà di esprimersi nel percorso di valori di legalità, di lotta alle mafie e rispetto dello Stato. (…)”

    scarica il comunicato stampa qui (word) o qui (pdf)

    (Continua…)

    • Ziffo 16:01 on 7 ottobre 2008 Permalink | Rispondi

      Ma non è che in seguito ai tagli sulla sicurezza, sono rimasti indietro coi pagamenti delle bollette telecom??

    • marta 14:31 on 8 ottobre 2008 Permalink | Rispondi

      ciao Pino,
      grazie perchè hai sacrificato la tua libertà per donarne di più a noi!
      non smetteremo per questo mai di ringraziarti e al tuo fianco ci saranno sempre tanti amici…
      un abbraccio grande a te, a tua moglie e ai tuoi due figlioli

    • federica d. 00:58 on 9 ottobre 2008 Permalink | Rispondi

      A commento, pensavo che ricevere una chiamata dalle forze dell’ordine che NON VOGLIONO chiamare Pino, non si sa per quale strano motivo, è un po’ sconcertante.
      Sembra quasi che lo stato (la S è minuscola non a caso) stia dichiarando che gli amici di Pino hanno la custodia dello stesso Testimone.
      Dovrebbe essere qualcun altro ad occuparsi della sicurezza dei Masciari. Consiglio un esame di coscienza, ché non fa mai male.
      Noi continueremo a stare vicino a Pino, perché gli siamo amici.
      Buonanotte Famiglia Masciari.
      Un abbraccio a tutti e quattro.
      Federica Daga Masciari.
      ps: attendo ancora le sue dimissioni.

     
     
  • Comunicato Stampa Testimoni di Giustizia 

    I TESTIMONI DI GIUSTIZIA, DIFRONTE ALLE PROTERVE OMISSIONI CHE LA BUROCRAZIA AMMINISTRATIVA CONTINUA AD ESIBIRE NEI LORO CONFRONTI E CHE DI FATTO PARALIZZA LA LORO VITA RENDENDO INAPPLICABILE LA LEGGE 45/2001 ( FLICK-NAPOLITANO) VOTATA ALL’UNANIMITA’ DAL PARLAMENTO ITALIANO , CHIEDONO UN INCONTRO PER DIALOGO E CONFRONTO CON IL MINISTRO DELL’INTERNO MARONI, PER UNA SOLUZIONE DEFINITIVA DI OGNI SINGOLO CASO.

     

     

    • silviab 16:58 on 18 luglio 2008 Permalink | Rispondi

      Ciao Pino ti vogliamo bene! un abbraccio sincero alla tua famiglia

    • Mr_Photoshop 11:40 on 15 luglio 2008 Permalink | Rispondi

      Anche se Lontano sono con voi !  Sempre !

      Michele Ranieri Masciari

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      La Mafia mi fa’ schifo,l’omerta’ ancor di piu’! Grazie Pino e famiglia.

    • Mr_Photoshop 11:42 on 15 luglio 2008 Permalink

      Modifica:

      Scusate ,il doppio messaggio,ho cliccato due volte su invia!

      Anche se Lontano sono con voi !  Sempre !

      Michele Ranieri Masciari

      —————————————————————————————–

      La Mafia mi fa’ schifo,l’omerta’ ancor di piu’! Grazie Pino e famiglia.

    • Federica Masciari Rosin 12:42 on 15 luglio 2008 Permalink | Rispondi

      federica masciari rosin

      Messaggio ad istituzioni e Testimoni di Giustizia, le persone che passano da questo luogo virtuale sono Cittadini attivi e coscienti che esistono nella realtà delle loro città, che vivono la Legalità nel quotidiano, che credono nella Famiglia Masciari e nei Testimoni di Giustizia.

      Persone che si conoscono fra di loro e si stanno unendo in una battaglia ed una famiglia che va ben oltre a qualche parola scritta online.

      Chi sa da che parte stare si unisca a noi se se la sente. Gli altri sanno cosa penso di loro.

      Pane e rose. Ora.