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  • 20 anni di devastazione 

    Due collaboratori di giustizia raccontano dalle pagine de L’Espresso come la Camorra ha concimato di rifiuti tossici la Campania.

    “I camorristi seppelliscono i rifiuti tossici nel terreno. Poi ci costruiscono un allevamento di bufale. (…) i controllori sono nelle mani dei casalesi e li preavvisano delle ispezioni. “I pubblici veterinari che intervenivano avevano con noi del clan degli ottimi rapporti”, racconta elencando nomi e bustarelle. (…)”
    Omertà e collusione, gli ingredienti chiave del potere mafioso

    L’indomani dalla pubblicazione dell’inchiesta, gli autori Emiliano Fittipaldi e Gianluca di Feo, hanno ricevuto visita dalla Guardia di Finanza; la direzione del settimanale:

    (Continua…)

     
     
  • Cosa succede in Italia 

    Mentre nel Vibonese si susseguono agguati e omicidi e a Roma viene arrestato un pericoloso latitante ‘ndranghetista, in Campania è ancora la camorra a colpire i testimoni di giustizia. Un atto intimidatorio nei confronti del padre di un imprenditore di Arzano, a pochi mesi dall’assassinio di Domenico Noviello, ricorda a tutti la bestialità dei camorristi nonostante i 16 ergastoli del processo Spartacus.

    (Continua…)

    • Alby 08:57 on 15 settembre 2008 Permalink | Rispondi

      Ciao Masciari come va?…sono usciti 2 articoli piuttosto inquietanti sui legami tra ‘ndrangheta e politica del nord-italia…invio a voi e i molti utenti del sito un articolo e un link…un ennesimo segnale che bisogna che ci si metta tutti insieme e con grande impegno a contrastare questi fenomeni se vogliamo un’Italia diversa…

      http://www.ilmattino.it/mattino/view.php?data=20080915&ediz=NAZIONALE&npag=25&file=J.xml&word= vassallo &type=STANDARD

      L’indagine Video e foto su una serie di «appuntamenti d’affari» «La ‘ndrangheta punta agli appalti delFExpo» La polizia: incontri con due esponenti di Forza Italia La cosca Nel mirino degli investigatori il clan Arena di Isola Capo Pizzuto L’inchiesta è partita da un controllo su un traffico di cocaina, poi è approdata ai contatti con alcuni politici ROMA ú I contatti e le riunioni sono documentati dalle intercettazioni telefoniche e ambientali, ma soprattutto dalle fotografie e dai filmati girati dalla polizia. I video e le immagini raccontano gli incontri tra emissari della ‘n-drangheta con politici e imprenditori lombardi. Le conversazioni fanno emergere la volontà delle cosche di essere coinvolte nella spartizione degli appalti che nei prossimi mesi saranno assegnati nail’ambito dell’organizzazione di «Expo 2015» a Milano. Per raggiungere il risultato, si rivolgono a esponenti di Forza Italia che hanno incarichi strategici a livello locale. E così nei brogliacci rimangono annotati i nomi del consigliere provinciale di Varese Mas-similiano Carioni, e del consigliere comunale del capoluo-go Vincenzo Giudice, che è anche presidente del,consiglio di amministrazione della Zincar, società a capitale misto al quale partecipa anche palazzo Marino. L’inchiesta avviata dalla magistratura di Varese comincia nel marzo scorso. Gli accertamenti affidati alla squadra mobile riguardano un traffico di pnraina chp sarph- be gestito da Giovanni Cinque, 55 anni, legato alla cosca Arena di Isola di Capo Rizzu-to. I telefoni dell’uomo finiscono sotto controllo, tutti i suoi movimenti sono monito-rati. Gli investigatori annotano le relazioni con altri malavitosi e in particolare con Francesco Franconeri, 55 anni, legato alla ‘ndrangheta, che ha precedenti per bancarotta fraudolenta, ricettazione, sottrazione di beni destinati a misura di prevenzione, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Ma ad interessarli sono anche i rapporti con i politici della zona. Si scopre così che Cinque -in vista delle consultazioni del ì3 e 14 aprile – mobilita la comunità calabrese della zona e sostiene la campagna elettorale di Carioni, assessore all’edilizia del comune di Somma Lombardo, che mira ad essere eletto alla Provincia di Varese. Missione compiuta con successo, visto che il giovane politico già noto per aver dichiarato di avere pronta «una cordata pronta a impegnarsi per il rilancio di Mal-pensa e per sostenere i lavoratori», prende oltre 4.000 voti e diventa così capogruppo per lo schieramento Pdl-For-za Italia. Quando si tratta di brindare, il politico non si tira indietro e alla cena per festeggiare l’ingresso nel consiglio provinciale di Varese vengono immortalati lo stesso Cinque e Franconeri. Ci sono le premesse per allargare il «giro» e Cinque avvia nuove trattative. Questa volta al centro del suo interesse c’è ITExpo. Vengono organizzate quattro riunioni. I po- rapporto trasmesso alla magistratura annotano i nomi dei partecipanti e gli argomenti trattati, «n primo incontro ú scrivono nella relazione ú avviene in un bar di Castronno. Con Cinque d sono Paolo Galli, presidente del Consiglio di amministrazione dell’Aler di Varese, l’azienda che si occupa di Edilizia Residenziale e Francesco Salvatore, un imprenditore campano impegnato nel settore dell’Edilizia e dell’Informatica. Lo stesso contesto si è ripetuto altre tré volte, ma era presente anche Vincenzo Giudice, 50 anni, consigliere comunale eletto nella Usta “Forza Italia Morat-ti sindaco”». A Milano Giudice è noto perché è presidente del consiglio di amministrazione di Zincar, la società “Zero impatto non carbonio” che si occupa di progetti legati alla mobilità urbana con energie alternative e sperimentazione di nuove tecnologie.

     
     
  • CAMORRA: TESTIMONE PINO MASCIARI. E’ MATTANZA. INTERVENGA MARONI 

    (AGI) – Vibo Valentia,  2 giu. -  “L’eliminazione del pentito Michele Orsi, avvenuta ieri a Casal di Principe per mano della Camorra, qualora ve ne fosse stato bisogno, sta dimostrando davvero,    che siamo all’inizio di una vera e propria mattanza, una offensiva della criminalità organizzata contro chiunque osa denunciare, ribellarsi, siano essi pentiti, collaboratori di giustizia, testimoni di giustizia, sotto gli occhi assenti dello  Stato che  non reagisce, non provvede alla protezione.  A questo punto penso  che è arrivata l’ora che il Ministro dell’Interno Maroni a cui chiederò di essere ricevuto, si faccia carico di questo gravissimo problema ed intervenga con decisione  prima che sia troppo tardi,  se davvero si ha a cuore,  come da anni  si va sostenendo,  la sconfitta della criminalità”. Ad affermarlo l’ex imprenditore calabrese Pino Masciari, uno tra i più importanti testimoni di giustizia che con le sue denunce ha spedito in galera numerosi esponenti della “ndrangheta,  di ritorno da Casal di Principe dove si è recato con una delegazione di suoi sostenitori per deporre un fiore sulla tomba di Domenico Noviello, anch’egli  assassinato dalla Camorra  e stringere la mano alla  moglie e ai figli e che ha detto di temere per la sua vita.  “ Nel momento in cui è avvenuto l’assassinio di Michele Orsi – aggiunge Masciari –  mi trovavo poco  distante. Non si è capito niente.  La  Polizia ci fatti scappare. So soltanto che con  questo ultimo delitto penso che lo Stato abbia fatto molti passi indietro sul piano della lotta alla criminalità e sulla voglia di ribellarsi ad essa dopo aver notato che è più forte, che uccide quando vuole e quando crede e quando si viene a sapere – continua Masciari- che tutti coloro che hanno pagato non avevano un sistema di protezione, vedi Orsi, vedi Noviello. A chi non lo danno, c’è chi lo sta attendendo e chi come me glielo hanno tolto ed avendo fatto ricorso al Tar 41 mesi fa, non sa ancora qual è la risposta. Adesso mi stanno proteggendo alcuni ragazzi che credono nella  mia lotta, ma a costo di passare per un “rompiscatole” continuo a ripetere di temere sempre più per la mia vita”.  Il caso di  Pino Masciari che l’allora procuratore nazionale antimafia Pier Luigi Vigna, definì uno dei più importanti testimoni di giustizia d’Italia, è davvero emblematico. Una decina di anni addietro, adesso ha 48 anni, Masciari era titolare di una impresa edile con oltre 100 dipendenti che oltre ad operare a Serra San Bruno, il centro montano del vibonese, dove è nato,  appaltava lavori in tante altre realtà calabresi:  Catanzaro, Crotone e tutto il basso Jonio, ma ben presto, si è fatto avanti un comitato d’affari composto da  ndranghetisti, politici, apparati dello Stato che pretendevano una tangente del 6% su tutti i lavori,  pena  incendio dei mezzi, attentati,   minacce di morte. Fino a quando non trovò ascolto nel  comandante della stazione di Serra San Bruno Nazzareno Lopreiato, che avviò le indagini che poi  consentirono di arrestare decine di  ndranghetisti contro cui si costituì parte civile in tutti i processi: quello contro le cosche dei “Viperari  di Isola Capo Rizzato e via dicendo. Una scelta  doverosa,  un qualcosa che sentiva dentro, come spesso va dicendo. Una liberazione.  Allora non c’era nemmeno l’antiracket.  Ma per  lui e per la sua famiglia, moglie dentista e  due figli di pochi mesi,   fu la fine, una specie di morte civile. Venne prelevato  di notte e spedito in esilio,  in una località segreta, si fa per dire,  da dove continua  a lottare, con un minimo  programma di protezione che alla fine gli è stato tolto del tutto.  Va  in giro per tutta Italia, spesso senza scorta,   per parlare di legalità.  Torino ed altre città gli hanno concesso persino  la cittadinanza onoraria, mentre lo Stato a cui si è rivolto, da quell’orecchio non sente,   aspetta soltanto  di prendere nota del prossimo morto ammazzato,  collaboratore o testimone di giustizia che sia, per poi domandare  perché non era  stato ammesso al programma di Protezione. Tutte le volte così.  Un fatto che non si sa fino a che punto sia casuale,  come va dicendo Masciari.

    • Giulia1389 16:53 on 2 giugno 2008 Permalink | Rispondi

      Ciao a tutti…

      Ancora una volta rimango senza parole, pensando alle vittime di queste ultime settimane… Vedendo che poi la televisione preferisce parlare del matrimonio di Ricucci, piuttosto che dell’omicidio di Noviello o di quello di Orsi, oltre che senza parole provo una forte rabbia… 
      Io continuo a sostenerti  Pino e a cercare di portare a conoscenza della tua storia più persone possibili, in modo che la famiglia si allarghi…

      vi voglio bene, spero di rivedervi presto un forte abbraccio

      Giulia (R.Fonte) amicissima( :) ) di Pino e famiglia :D

    • Gianluca Sportaro 06:43 on 3 giugno 2008 Permalink

      Ieri, mi trovai a guardare Skytg24 dove il Magistrato Raffaele Cantone, cerca di difendere lo Stato nell’omicidio del testimone Orsi.

      Vi riporto il Link del filmato ascoltate bene le sue parole riguardante la protezione che dovrebbe garantire lo stato.

      http://www.skylife.it/videoTg24Single/72236

      Ciao PINO…Bisignano lotta con te..

      Gianluca Masciari Sportaro

    • marta 09:03 on 3 giugno 2008 Permalink | Rispondi

      ciao Pino,

      anche se non ero lì con voi fisicamente vi ho pensato intensamente mentre vi recavate a salutare per l’ultima volta Domenico Noviello e mi ha invaso forte tristezza nel pensare che ancora una volta un benefattore dello stato italiano venga ucciso e che soprattutto la sua morte passi silenziosamente…..

      Grazie, perchè con il vostro gesto, gli avete donato un po’ di quella dignità che si meritava

      un forte abbraccio

      marta