• Isola Capo Rizzuto: la ‘ndrangheta all’assalto del comune 

    Sdegno,condanna ma soprattutto solidarietà: sono le reazioni il giorno dopo l’ultimo episodio intimidatorio ai danni degli amministratori di Isola Capo Rizzuto culminato nell’incendio notturno dell’auto,una Ford Focus, in uso al sindaco Carolina Girasole.

    “Non mi dimetto, sono pronta ad andare avanti”, queste sono state le parole di Carolina Girasole all’uscita della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza di Crotone convocato in prefettura in seguito agli attentati incendiari che hanno interessato con la medesima tipologia le auto del vice sindaco Anselmo Rizzo e ancor prima del responsabile dell’Ufficio tecnico.

    Alla base di questa sequenza di attentati risiedono presumibilmente interessi economici legati alle cosche locali della ‘ndrangheta, e più verosimilmente il loro ruolo messo in discussione dall’arrivo ad Isola del prete antimafia don Ciotti e delle cooperative agricole del movimento civico “Libera” che stanno tentando la coltivazione di ettari ed ettari di campi confiscati per mafia ad una potente famiglia locale.

    Calabria H24

    • FRANCESCO ARCURI 01:44 on 8 luglio 2010 Permalink | Rispondi

      CAVOLO, PINO MA DOVE CAVOLO ARRIVEREMO DI QUESTO PASSO???..DOBBIAMO ORGANIZZARE IL CORAGGIO DI TUTTI QUANTI E FAR CAPIRE A QUESTI SIGNORI CHE SONO SOLO UNA MONTAGNA DI MERDA…NON SONO NESSUNO, NON CONTANO NULLA E CHE SONO SEMPLICEMENTE DEI FALLITI NELLA VITA..INTIMIDIRE…CON QUALE DIRITTO??!..LI BRUCEREI VIVI!

     
  • La località segreta svelata, assolto il maresciallo dei Cc. Chi allora inguaiò Piera Aiello? 

    Il «caso» è stato chiuso, ma la sostanza rimane. Non è responsabile di nulla secondo il gup del Tribunale di Marsala Giuliana Franciosi il maresciallo dei carabinieri, Salvatore Ippolito della circostanza che due anni addietro divenne nota la località segreta dove si trovava la testimone di giustizia Piera Aiello.

    Il gup ha assolto il sottufficiale con la formula che il fatto non sussiste, il pm Giulia D’Alessandro, sebbene la procura avesse chiesto il rinvio a giudizio, aveva chiesto il proscioglimento, “per carenza di prove”, stessa cosa ha chiesto la difesa, avv. Gianni Caracci, la parte civile, avv. Giuseppe Gandolfo, aveva chiesto al gup prima di decidere di disporre un paio di confronti, richiesta rigettata.
    Non è una storia di poco conto. A cominciare dal fatto che la località segreta dove si trovava Piera Aiello divenne nota (Continua…)

     
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  • ‘ndrangheta: minacce a giornalista del quotidiano “Calabria Ora” 

    ”E’ davvero grave il contenuto del messaggio telefonico, intimidatorio, inviato al giornalista di ‘Calabria Ora’, Pietro Comito, in servizio nella redazione di Vibo Valentia”. Lo afferma Angela Napoli (Pdl), componente della Commissione parlamentare antimafia.
    ”A Pietro Comito, giornalista serio, professionalmente valido e coraggioso – dice Napoli – esprimo sincera solidarieta’, convinta che anche questa intimidazione non lo scoraggera’ nel proseguire nel suo impegno di corretta informazione per i cittadini calabresi”.
    ”Il contenuto del messaggio intimidatorio – conclude – e’ sicuramente legato agli interventi giudiziari che in questi giorni vedono coinvolti gli eredi del clan Soriano di Filandari (VV). D’altra parte e’ del luglio dello scorso anno la missiva, recapitata alla Camera dei Deputati ed inviatami da Leone Soriano di Filandari con chiare minacce nei confronti della mia persona, e naturalmente prontamente denunciata”.

    Agenzia Asca

     
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  • Finanziaria e Corruzione 

    Esiste un dato di fatto, e cioè quello che il nostro Paese ha la classe dirigente più corrotta dell’occidente e della storia Repubblicana. Non sono semplici congetture o valutazioni ma sono dati; secondo la Corte dei Conti il “costo” della corruzione in Italia è di sessanta miliardi di euro all’anno, cioè il triplo di una finanziaria! Questi sono dati che dovrebbero far riflettere, basterebbe riuscire a dimezzare questo triste primato per risolvere e risollevare gran parte dell’economia Nazionale.

    In questi giorni si susseguono continue polemiche sulla finanziaria che il Governo si appresta a varare, non ultima il giallo delle tredicesime ai custodi della nostra Costituzione e difensori della legalità ma, è impensabile poter combattere la corruzione tagliando i fondi a questo o quell’altro Ministero, in questa nostra Italia la lotta alla corruzione deve partire dal basso, é necessario che l’istruzione alla legalità sia insegnata nelle scuole perchè il futuro della nostra Società sono i giovani e senza un adeguato insegnamento non possiamo sperare che Legalità e Giustizia possano diventare dei valori radicati nella cultura del domani.

    Insegnamo ai giovani a vivere nella Legalità, saranno loro a dimostrarci che le mafie si possono sconfiggere!

    Pino Masciari

    • Riccardo de Caria Masciari 08:25 on 6 luglio 2010 Permalink | Rispondi

      carissimo Pino, un saluto affettuoso a te e alla tua magnifica famiglia. Riccardo

     
  • ‘ndrangheta: don Ciotti, lavoro libero dalle mafie e’ schiaffo alla criminalita’ organizzata 

    ”Le mafie hanno paura della liberta’, della freschezza e fanno tutto per dividerci dalla verita’. Il lavoro positivo che si sta svolgendo su quel territorio da parte del prefetto, delle forze di Polizia, di una coraggiosa sindaco e della sua giunta, delle associazioni di volontariato e di categoria disturba. E allora non esprimiamo solidarieta’ a chi riceve minacce, noi esprimiamo corresponsabilita’”. Lo rileva don Lugi Ciotti (Libera) intervenendo dopo l’atto intimidatorio subito dal vice sindaco di Isola Capo Rizzuto, in provincia di Crotone.

    Il presidente di Libera e’ intervenuto in diretta alla trasmissione ‘Quelli di Caterpillar’ in diretta su Rai Tre dalla spiaggia di Senigallia dove e’ in corso il Caterraduno, l’appuntamento fisso dei radioascoltatori di Caterpillar.Nel suo intervento, Don Luigi Ciotti nell’esprimere corresponsabilita’ al vicensidaco e all’amministrazione di Isola Capo Rizzuto ha ricordato “tutte gli uomini delle forze dell’ordine, della magistratura uccisi dalla criminalita’ organizzata per aver difeso la democrazia, la giustizia e la legalita’ nel nostro paese”. “Noi continueremo in quel territorio- ha proseguito Don Luigi Ciotti- a coltivare la speranza, la freschezza di prospettive fondata su lavoro vero, tenace e concreto. Coltivare e produrre sui terreni confiscati ai mafiosi e creare lavoro libero dalle mafie- ha concluso don Luigi Ciotti- rappresenta il piu’ grande schiaffo alla criminalita’ organizzata e a chi la copre.”

    Adnkronos

     
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