Nuovi appuntamenti con Pino Masciari

Soverato (CZ) Venerdi 9 Maggio 2008
Cento passi per il Sud liberato dalle mafie

Pino Masciari partecipa con la sua testimonianza alla manifestazione/dibattito Cento passi per il Sud liberato dalle mafie

Alle 15,00 la manifestazione avrà inizio con una conferenza stampa e un corteo che partirà dal piazzale della ragioneria in via Carlo Amirante a Soverato.

Dalle 17,30 in Piazza Maria Ausiliatrtice ci sarà spazio per le testimonianze.

Dalle ore 19,00 Forum Mafie e Sud, dibattito sui vari aspetti delle mafie: Antropologico, sociale, religioso, economico, etc..

Dalle ore 20,00 la manifestazione proseguirà con concerti e spettacoli.

Per info www.ilcalabrone.net


 

Bisignano (CS) Sabato 10 Maggio 2008
Legalità e sviluppo giovanile con Pino Masciari

Incontro con Pino Masciari e la partecipazione di

Don Tonino Vattiata (Parroco di Vazzano)

Francesco Lo Giudice (Presidente movimento Politico del Sole)

Gianluca Sportaro (presidente dell'associazione Bisignanesi.it)

Dalle ore 10,00 presso l'Aula Magna Itis-Liceo Scientifico - Via Rio Seccagno - Bisignano (CS)

 

 

 

 

Per info: www.bisignanesi.it

Grande Pino tieni duro..io

Grande Pino tieni duro..io ti seguo..
http://andreapoulain.blogspot.com/

Buongiorno Pino e Roby,un

Buongiorno Pino e Roby,un abbraccio fortissimo a voi, a Marisa, Ottavia e Francesco, nonchè a tutti i ragazzi che vi sono accanto in questo difficile momento.
Siamo sempre con voi!

in partenza per Cinisi, la

in partenza per Cinisi, la Pshirt in bella vista e lo zaino pronto, ancora un salto sul lavoro e poi pronta a raccontare ancora e ancora e ancora la storia di P e di tutti i rompiscatole di questo paese. Vado nel paese di Peppino,30 anni dalla sua morte e siamo ancora qui..
Grazie P e Marisa e Robi, non ho più alibi. Un grande abbraccio.

30 anni fa la mafia

30 anni fa la mafia trucidava Peppino Impastato
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Nato a Cinisi, in provincia di Palermo, il 5 gennaio 1948, da una famiglia mafiosa (il padre Luigi era stato inviato al confino durante il periodo fascista, lo zio e altri parenti erano mafiosi e il cognato del padre era il capomafia Cesare Manzella, ucciso con una giulietta al tritolo nel 1963). Ancora ragazzo, rompe con il padre, che lo caccia via di casa, e avvia un’attività politico-culturale antimafiosa.
Nel 1965 fonda il giornalino "L'Idea socialista" e aderisce al Psiup. Dal 1968 in poi partecipa, con ruolo dirigente, alle attività dei gruppi di Nuova Sinistra. Conduce le lotte dei contadini espropriati per la costruzione della terza pista dell’aeroporto di Palermo, in territorio di Cinisi, degli edili e dei disoccupati. Nel 1975 costituisce il gruppo "Musica e cultura", che svolge attività culturali (cineforum, musica, teatro, dibattiti ecc.); nel 1976 fonda "Radio Aut", radio privata autofinanziata, con cui denuncia quotidianamente i delitti e gli affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini, e in primo luogo del capomafia Gaetano Badalamenti, che avevano un ruolo di primo piano nei traffici internazionali di droga, attraverso il controllo dell’aeroporto. Il programma più seguito era "Onda pazza", trasmissione satirica con cui sbeffeggiava mafiosi e politici. Nel 1978 si candida nella lista di Democrazia Proletaria alle elezioni comunali. Viene assassinato nella notte tra l’8 e il 9 maggio del 1978, nel corso della campagna elettorale, con una carica di tritolo posta sotto il corpo adagiato sui binari della ferrovia. Gli elettori di Cinisi votano il suo nome, riuscendo ad eleggerlo al Consiglio comunale. Stampa, forze dell'ordine e magistratura parlano di atto terroristico in cui l’attentatore sarebbe rimasto vittima e, dopo la scoperta di una lettera scritta molti mesi prima, di suicidio. Grazie all’attività del fratello Giovanni e della madre Felicia Bartolotta Impastato, che rompono pubblicamente con la parentela mafiosa, dei compagni di militanza e del Centro siciliano di documentazione di Palermo, nato nel 1977 e che nel 1980 si sarebbe intitolato a Giuseppe Impastato, viene individuata la matrice mafiosa del delitto e sulla base della documentazione raccolta e delle denunce presentate viene riaperta l’inchiesta giudiziaria. Il 9 maggio del 1979 il Centro siciliano di documentazione organizza, con Democrazia Proletaria, la prima manifestazione nazionale contro la mafia della storia d’Italia, a cui parteciparono 2000 persone provenienti da tutto il Paese. Nel maggio del 1984 l’Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo, sulla base delle indicazioni del Consigliere Istruttore Rocco Chinnici, che aveva avviato il lavoro del primo pool antimafia ed era stato assassinato nel luglio del 1983, emette una sentenza, firmata dal Consigliere Istruttore Antonino Caponnetto, in cui si riconosce la matrice mafiosa del delitto, attribuito però ad ignoti. Il Centro Impastato pubblica nel 1986 la storia di vita della madre di Giuseppe Impastato, nel volume La mafia in casa mia, e il dossier Notissimi ignoti, indicando come mandante del delitto il boss Gaetano Badalamenti, nel frattempo condannato a 45 anni di reclusione per traffico di droga dalla Corte di New York, nel processo alla "Pizza Connection". La madre rivela un episodio che sarà decisivo: il viaggio negli Stati Uniti del marito Luigi, dopo un incontro con Badalamenti in seguito alla diffusione di un volantino particolarmente duro di Peppino. Durante il viaggio Luigi dice a una parente: "Prima di uccidere Peppino devono uccidere me".
Morirà nel settembre del 1977 in un incidente stradale.Nel gennaio 1988 il Tribunale di Palermo invia una comunicazione giudiziaria a Badalamenti. Nel maggio del 1992 il Tribunale di Palermo decide l’archiviazione del "caso Impastato", ribadendo la matrice mafiosa del delitto ma escludendo la possibilità di individuare i colpevoli e ipotizzando la possibile responsabilità dei mafiosi di Cinisi alleati dei "corleonesi". Nel maggio del 1994 il Centro Impastato presenta un’istanza per la riapertura dell’inchiesta, accompagnata da una petizione popolare, chiedendo che venga interrogato sul delitto Impastato il nuovo collaboratore della giustizia Salvatore Palazzolo, affiliato alla mafia di Cinisi. Nel marzo del 1996 la madre, il fratello e il Centro Impastato presentano un esposto in cui chiedono di indagare su episodi non chiariti, riguardanti in particolare il comportamento dei carabinieri subito dopo il delitto. Nel giugno del 1996, in seguito alle dichiarazioni di Salvatore Palazzolo, che indica in Badalamenti il mandante dell’omicidio assieme al suo vice Vito Palazzolo, l’inchiesta viene formalmente riaperta. Nel novembre del 1997 viene emesso un ordine di cattura per Badalamenti, incriminato come mandante del delitto.
Il 10 marzo 1999 si svolge l’udienza preliminare del processo contro Vito Palazzolo, mentre la posizione di Badalamenti viene stralciata. I familiari, il Centro Impastato, Rifondazione comunista, il Comune di Cinisi e l’Ordine dei giornalisti chiedono di costituirsi parte civile e la loro richiesta viene accolta.
Il 23 novembre 1999 Gaetano Badalamenti rinuncia alla udienza preliminare e chiede il giudizio immediato. Nell’udienza del 26 gennaio 2000 la difesa di Vito Palazzolo chiede che si proceda con il rito abbreviato, mentre il processo contro Gaetano Badalamenti si svolgerà con il rito normale e in video-conferenza.
Il 4 maggio, nel procedimento contro Palazzolo, e il 21 settembre, nel processo contro Badalamenti, vengono respinte le richieste di costituzione di parte civile del Centro Impastato, di Rifondazione comunista e dell’Ordine dei giornalisti.
Nel 1998 presso la Commissione parlamentare antimafia si è costituito un Comitato sul caso Impastato e il 6 Dicembre 2000 è stata approvata una relazione sulle responsabilità di rappresentanti delle istituzioni nel depistaggio delle indagini.
Il 5 marzo 2001 la Corte d'assise ha riconosciuto Vito Palazzolo colpevole e lo ha condannato a 30 anni di reclusione.
L'11 aprile 2002 Gaetano Badalamenti è stato condannato all'ergastolo. Badalamenti e Palazzolo sono successivamente deceduti.
Il 7 dicembre 2004 è morta Felicia Bartolotta, madre di Peppino.
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Bibliografia su Giuseppe Impastato
Felicia Bartolotta Impastato, La mafia in casa mia. Intervista a cura di Anna Puglisi e Umberto Santino, La Luna, Palermo 1986, 2000, 2003. Eu. 13,50. Da chiedere al Centro Impastato.
Salvo Vitale, Nel cuore dei coralli. Peppino Impastato, una vita contro la mafia, Rubbettino, Soveria Mannelli 1995, 2002. In libreria.
Umberto Santino (a cura di), L'assassinio e il depistaggio. Atti relativi all'omicidio di Giuseppe Impastato, Centro Impastato, Palermo 1998. Esaurito.
Peppino Impastato: anatomia di un depistaggio. Relazione della Commissione parlamentare antimafia presentata da Giovanni Russo Spena, Editori Riuniti, Roma 2001, 2006. Eu. 14. In libreria.
Giuseppe Impastato, Lunga è la notte. Poesie, scritti, documenti, a cura di U. Santino, Centro Impastato, Palermo 2002-2006. Eu. 10. Da chiedere al Centro Impastato.
Anna Puglisi e Umberto Santino (a cura di), Cara Felicia. A Felicia Bartolotta Impastato, Centro Impastato, Palermo 2005. Eu. 10. Da chiedere al Centro Impastato.
Mostra fotografica Peppino Impastato. Ricordare per continuare, Centro Impastato, Palermo 2006, 24 poster formato 70X100. Eu. 100 (più spese di spedizione). Cartella-catalogo. Eu 10. Da chiedere al Centro Impastato o alla Casa memoria di Cinisi (tel. 0918666233 - 3341689181 - e-mail: giovannimpastato@gmail.com).
Copyright © 2007 Centro Siciliano di Documentazione "Giuseppe Impastato", Via Villa Sperlinga 15, I-90144 Palermo.
TF 0916259789, Fax 0917301490
E-mail: csdgi@tin.it
Web: http:// www.centroimpastato.it/

Pubblicato da Orazio Vasta -a rarika blog- giovedì, maggio 08, 2008

Ciao Pino, ieri ho avuto il

Ciao Pino,
ieri ho avuto il piacere e l'onore di parlare con te a telefono. E' stato davvero emozionante parlarti, ascoltare il racconto della tua storia e la determinazione della tua voce a volere proseguire nella tua battaglia. Sono fiera di essere nata in una nazione in cui ci sono cittadini come te, spero solo che lo stato, le istituzioni e gli organismi preposti facciano qualcosa, dimostrando che lo stato ama il suo popolo e i suoi cittadini onesti. Ieri mi hai detto una cosa che mi ha fatto riflettere, che è assurdo che un gesto di normalità come quello di denunciare chi impedisce di svolgere tranquillamente la propria professione, sia considerato un gesto eroico, ed è vero, io direi che è vergognoso.
Spero di incontrarti presto Pino.
emozionata e commossa.
Simona

Buona giornata a Pino, alla

Buona giornata a Pino, alla signora Marisa e ai suoi bimbi, e a Robi...e poi a tutta la famiglia Masciari.Oggi vorrei usare il blog di Pino anche per salutare e mandare con grosso abbraccio a Federica , che oramai sarà giunta a Cinisi per partecipare ed essere "presente" alla commemorazione in occasione del trentennale dell'uccisione di Peppino Impastato...Molte volte scopro che Federica e tutti i ragazzi di Torino che hanno costituito il gruppo degli "Amici DI Pino MAsciari" (...citiamo Robi per Tutti?), sono capaci di "fare" quello che io /molti "pensano" solamente, impantanati come sono con gli "impegni" della vita quotidiana.Come Pino, Federica e gli Amici di Pino Masciari, hanno fatto la scelta di dare priorità a valori quali 'impegno per la legalità e per i valori della solidarietà, quella vera e senza secondi fini, fra le persone. Anche per questo, soprattutto per questo, sono degli stupendi "maestri di vita", anche se non li si vede mai dietro ad una cattedra...ma sempre pronti, con uno zainetto pronto, e pronti a partire . Un abbraccio forte a Pino e alla sua famiglia, e a Federica per Tutti a da parte di tutti...Francesco

anche se non riesco a

anche se non riesco a partecipare alle attività del blog tutti i giorni, voglio che tu sappia che TI PENSO SEMPRE. SEI PER ME UN PUNTO DI RIFERIMENTO.

mi ricordi mio padre, inguaribilmente onesto e intransigente sui temi etici. era un medico. rifiutò un posto da primario in quanto offerto con raccomandazione!

riccardo brich masciari