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	<title>Blog degli Amici di  Pino Masciari &#187; Articolo</title>
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	<description>Ogni persona che viene a conoscenza della mia storia, mi allunga la vita di un giorno</description>
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		<title>&#8216;Ndrangheta: estorsioni a imprese turistiche</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 07:26:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Conversano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La squadra mobile della questura di Catanzaro ha eseguito cinque  ordinanze di custodia cautelare nei confronti di soggetti del  soveratese. Lo sfondo delle indagini, coordinate dalla Direzione  distrettuale antimafia di Catanzaro, e&#8217; la cosiddetta &#8216;faida dei  boschi&#8217;, che sta insanguinando l&#8217;area negli ultimi anni. E&#8217; stata fatta  luce su attivita&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pinomasciari.org/wp-content/uploads/2010/09/polizia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7075" style="margin: 5px;" title="polizia" src="http://www.pinomasciari.org/wp-content/uploads/2010/09/polizia-300x225.jpg" alt="" width="148" height="111" /></a>La squadra mobile della questura di Catanzaro ha eseguito cinque  ordinanze di custodia cautelare nei confronti di soggetti del  soveratese. Lo sfondo delle indagini, coordinate dalla Direzione  distrettuale antimafia di Catanzaro, e&#8217; la cosiddetta &#8216;faida dei  boschi&#8217;, che sta insanguinando l&#8217;area negli ultimi anni. E&#8217; stata fatta  luce su attivita&#8217; estorsive poste in essere nei confronti di importanti  societa&#8217; del centro-nord Italia, impegnate anche con cospicui  investimenti nel settore turistico alberghiero.</p>
<p>Tra gli arrestati c&#8217;e&#8217; il boss emergente dell&#8217;area interessata dalla  cruenta faida, delle donne ed un addetto ad un istituto di vigilanza che  avrebbe dovuto tutelare le vittime di questo pressante sistema  estorsivo che si alimentava attraverso <span id="more-7074"></span>richieste di cospicue somme di  denaro, imposizioni di qualsiasi fornitura e di numeroso personale che,  pur beneficiando di regolare stipendio, non prestava attivita&#8217;  lavorativa. I particolari dell&#8217;operazione verranno illustrati, alle 10,  in una conferenza stampa negli uffici della Questura alla presenza del  procuratore capo di Catanzaro, Vincenzo Antonio Lombardo.</p>
<p><em>Adnkronos</em></p>]]></content:encoded>
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		<title>Mafia: Pisanu, resta rischio di complicita&#8217; con zone grigie del paese</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 09:45:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Conversano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Certamente si&#8217;&#8221;, resta sempre alto l&#8217;allarme per una connivenza tra  la mafia e le varie espressioni dello Stato. Lo ha spiegato il  presidente dell&#8217;antimafia Beppe Pisanu, parlando alla Festa di Api.  &#8220;Senza fare riferimento agli schemi del passato&#8221;, e&#8217; stata la premessa  di Pisanu rispondendo a chi gli chiedeva delle connessioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pinomasciari.org/wp-content/uploads/2010/07/pisanu.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6742" style="margin: 5px;" title="pisanu" src="http://www.pinomasciari.org/wp-content/uploads/2010/07/pisanu-300x199.jpg" alt="" width="156" height="103" /></a>&#8220;Certamente si&#8217;&#8221;, resta sempre alto l&#8217;allarme per una connivenza tra  la mafia e le varie espressioni dello Stato. Lo ha spiegato il  presidente dell&#8217;antimafia Beppe Pisanu, parlando alla Festa di Api.  &#8220;Senza fare riferimento agli schemi del passato&#8221;, e&#8217; stata la premessa  di Pisanu rispondendo a chi gli chiedeva delle connessioni tra Stato e  mafia.</p>
<p>&#8220;La mafia della coppola storta e dei boss che mangiano pane e cicoria  nascosti in rifugi sperduti non c&#8217;e&#8217; piu&#8217;, ora ci sono gli affari e  l&#8217;economia -ha detto Pisanu-. L&#8217;insieme delle mafie oggi movimenta  120-140 miliardi di euro l&#8217;anno, e&#8217; chiaro che la movimentazione di  questo denaro comporta complicita&#8217; in una vasta zona grigia che riguarda  il mondo dell&#8217;economia, della politica, della finanza&#8221;.</p>
<p><em>Adnkronos</em></p>]]></content:encoded>
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		<title>Allarme cosche in Liguria a Savona pool antimafia</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 14:10:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Conversano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
La  ’ndrangheta, le mafie e i loro tentativi d’infiltrazione non rispettano  i confini. «Dopo le inchieste nel ponente ligure e a Genova, può essere  Savona la sola isola felice?». È una domanda retorica quella del  procuratore  Francantonio Granero. La risposta è però tutta pragmatica:  via a un superpool “interforze” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="articolo_artcontent">
<p><a href="http://www.pinomasciari.org/wp-content/uploads/2010/09/savona.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7069" style="margin: 5px;" title="savona" src="http://www.pinomasciari.org/wp-content/uploads/2010/09/savona-300x210.jpg" alt="" width="150" height="105" /></a>La  ’ndrangheta, le mafie e i loro tentativi d’infiltrazione non rispettano  i confini. «Dopo le inchieste nel ponente ligure e a Genova, può essere  Savona la sola isola felice?». È una domanda retorica quella del  procuratore  Francantonio Granero. La risposta è però tutta pragmatica:  via a un superpool “interforze” di polizia giudiziaria, composto da  polizia, carabinieri e Finanza, un gruppo di detective specializzati che  ha già iniziato a lavorare a tempo pieno per la procura. La provincia  di Savona è inserita tra le emergenze della regione anche nell’ultima  relazione della procura nazionale antimafia.<a href="http://adv.ilsole24ore.it/5c/ilsecoloxix.ilsole24ore.com/08/ros/921071357/VideoBox_180x150/OasDefault/default/empty.gif/34663062653439333463373761646430" target="_top"><img src="http://adv.ilsole24ore.it/5/ilsecoloxix.ilsole24ore.com/08/ros/921071357/VideoBox_180x150/OasDefault/default/empty.gif/34663062653439333463373761646430" border="0" alt="" width="2" height="2" /></a></p>
<p><!--INCLUDE ULTIMI PUBBLICATI-->La  decisione del procuratore capo Francantonio Granero discende non solo  dalla diretta conoscenza dei fenomeni, ma anche da una constatazione  logica. Si parla di mafia, ‘ndrangheta e criminalità organizzata e  Granero constata: «Ci sono state le inchieste nel Ponente della regione,  che sta letteralmente fibrillando. Genova ha i suoi problemi, come  altre <span id="more-7068"></span>recenti inchieste hanno evidenziato. A levante certe presenze  legate al crimine organizzato sono ormai verificate da anni». Ne  scaturisce, appunto, quell’interrogativo che non può che essere  retorico: «Savona è l’unica isola felice?». Il procuratore conosce la  risposta, perché i suoi uomini hanno già iniziato a lavorare su alcuni  filoni “caldi”. Anche se le indagini sulla criminalità organizzata hanno  giocoforza tempi lunghi e le risposte non saranno immediate.</p>
<p>Ma  ci sono anche carte di grande interesse investigativo. Come quelle che  riguardano il componente di una “famiglia” che se ne è distaccato e ha  denunciato più volte le attività sporche dei familiari.</p>
<div id="zona_34"><script type="text/javascript">// < ![CDATA[
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// ]]&gt;</script><script src="http://adv.ilsecoloxix.it/adjs.php?n=471081232&amp;what=zone:34&amp;exclude=,&amp;referer=http%3A//news.google.it/news/search%3Faq%3Df%26pz%3D1%26cf%3Dall%26ned%3Dit%26hl%3Dit%26q%3Dndrangheta" type="text/javascript"></script> <noscript><a href='http://adv.ilsecoloxix.it/adclick.php?n=4092013' target='_blank'><img src='http://adv.ilsecoloxix.it/adview.php?what=zone:34&#038;n=4092013' border='0' alt=''/></a><br />
				</noscript></div>
<p>Di fronte a un fenomeno che sembra assediare la provincia dai  due lati e di alcune intuizioni investigative che già dai primi passi  si sono dimostrate corrette, Granero ha preso la sua decisione.  Organizzando alla procura della Repubblica di Savona un pool di  investigatori che lavoreranno a tempo pieno sulla criminalità  organizzata, sulle mafie, sui tentativi di infiltrazione nella politica,  nella pubblica amministrazione, nell’economia locale.</p>
<p>Un gruppo  interforze, uomini che hanno acquisito negli anni una specifica  preparazione e che ora sono stati posti a lavorare fianco a fianco, con  una precisa finalità: snidare mafiosi e ‘ndranghetisti sul territorio.</p>
<p>Il  pool lavorerà su singoli reati (la lotta alle associazioni criminali in  quanto tali rimane sempre, ovviamente, nelle mani della procura  distrettuale antimafia di Genova) ma il varo rappresenta una svolta  epocale nel controllo del territorio da parte dei magistrati e delle  forze dell’ordine. Come dimostra anche la recente inchiesta (appena  conclusa) condotta in prima battuta dalla procura di Sanremo sulla  famiglia Pellegrino a Bordighera.</p>
<p>Qual è il raggio di azione in  cui ha già cominciato a muoversi il pool savonese? Alcune linee sono già  scandite nelle relazioni della Procura nazionale antimafia. La  relazione del 2006 è stata poi sviluppata dal procuratore Anna Canepa,  con una lunga nota pubblicata nel dicembre 2009. Spiega Anna Canepa: «Il  fenomeno appare connotato da speciali note di concretezza con precipuo  riguardo alla situazione nelle province di Savona (ove operano  soprattutto le famiglie Fameli, Fazzari, Gullace e Fotia) e Imperia».</p>
<p>Parla,  il magistrato, delle «sfera di interessi economici ruotante intorno  alle varie anime della ‘ndrangheta presenti nella regione ligure». Le  indagini iniziano a evidenziare come il fenomeno ‘ndrangheta si è  concoslidato nel Savonese. Le “famiglie” mafiose godono di contatti  eccellenti e hanno sempre mantenuto un profilo criminale molto basso,  senza episodi clamorosi che potrebbero creare allarme sociale o attirare  l’attenzione. Così tra le segnalazioni finite nelle mani degli  investigatori ci sono anche i corposi dossier della onlus Casa della legalità.</p>
<p>Anna  Canepa inserisce Savona tra le città della Liguria in cui sono  strutturati e attivi i “locali”, cioè l’articolazione sul territorio in  piccoli gruppi, della ‘ndrangheta. Demandando poi il compito di “camera  di compensazione”, che organizza l’attività e dirime le controversie, al  gruppo di Ventimiglia.</p>
<p><em>IlSecoloXIX.it</em></p>
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		<title>Fondatore associazione antiracket arrestato per rapina</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 08:42:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Conversano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Arrestato per avere compiuto una rapina a Prato uno dei fondatori dell&#8217;associazione antiracket e antiusura alcamese (Tp).In carcere e&#8217; finito Francesco Ruisi, 37 anni, che lavora in un patronato. Insieme a un complice, secondo gli investigatori, entro&#8217; nella filiale della Cariprato e si fece consegnare 600 euro da un cliente. Ad incastrarlo e&#8217; stato l&#8217;altro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pinomasciari.org/wp-content/uploads/2010/09/logo_antiusura.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7063" style="margin: 5px;" title="logo_antiusura" src="http://www.pinomasciari.org/wp-content/uploads/2010/09/logo_antiusura.jpg" alt="" width="98" height="94" /></a>Arrestato per avere compiuto una rapina a Prato uno dei fondatori dell&#8217;associazione antiracket e antiusura alcamese (Tp).In carcere e&#8217; finito Francesco Ruisi, 37 anni, che lavora in un patronato. Insieme a un complice, secondo gli investigatori, entro&#8217; nella filiale della Cariprato e si fece consegnare 600 euro da un cliente. Ad incastrarlo e&#8217; stato l&#8217;altro rapinatore Emilio Greco, 34 anni, anche lui alcamese, che fu arrestato nel maggio 2009 per un colpo commesso a San Mauro a Signa (Fi).</p>
<p><em>Ansa</em></p>
<p><em>Ndr. Teniamo a precisare che la pubblicazione di questa notizia sul nostro Blog non intende denigrare o sminuire il lavoro che svolge &#8220;l&#8217;Associazione Antiracket e Antiusura&#8221; di Alcamo.<br />
</em></p>]]></content:encoded>
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		<title>&#8216;NDRANGHETA: ARRESTATO LATITANTE SFUGGITO A MAXI-BLIZ DI LUGLIO</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 14:26:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Conversano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stato arrestato dai carabinieri del gruppo operativo di Monza, Giuseppe Medici, latitante nell&#8217;ambito del maxi-bliz contro la &#8216;ndrangheta del 13 luglio scorso delle Dda di Milano e Reggio Calabria che aveva portato ad oltre 300 arresti. Medici, calabrese di 52 anni, arrestato due giorni fa a Milano e destinatario di un&#8217;ordinanza di custodia cautelare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pinomasciari.org/wp-content/uploads/2010/09/agi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7057" style="margin: 5px;" title="agi" src="http://www.pinomasciari.org/wp-content/uploads/2010/09/agi.jpg" alt="" width="99" height="65" /></a>E&#8217; stato arrestato dai carabinieri del gruppo operativo di Monza, Giuseppe Medici, latitante nell&#8217;ambito del maxi-bliz contro la &#8216;ndrangheta del 13 luglio scorso delle Dda di Milano e Reggio Calabria che aveva portato ad oltre 300 arresti. Medici, calabrese di 52 anni, arrestato due giorni fa a Milano e destinatario di un&#8217;ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Milano Andrea Ghinetti, su richiesta del procuratore aggiunto Ilda Boccassini e del pm Paolo Storari, e&#8217; accusato di associazione mafiosa. Avrebbe fatto fatto parte <span id="more-7056"></span>della &#8216;locale&#8217; della &#8216;ndrangheta di Mariano Comense (Como), una delle 15 &#8216;locali&#8217; individuate dagli inquirenti tra Milano, Como e Pavia. Il latitante lavorava come aiuto cuoco in un ristorante frequentato dai boss Cosimo Barranca e Vincenzo Mandalari. Il primo e&#8217; stato arrestato nel luglio scorso, mentre il secondo e&#8217; tuttora latitante. Al momento dell&#8217;arresto Medici aveva con se&#8217; documenti falsi.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Dalla Chiesa, 28 anni fa&#8217;: una strage per eliminare un simbolo</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 13:40:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Conversano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le sentenze, tutte ormai definitive, parlano di &#8220;coesistenza di  specifici interessi, anche all&#8217;interno delle istituzioni, all&#8217;  eliminazione del pericolo costituito dalla determinazione e dalla  capacità del generale Carlo Alberto dalla Chiesa&#8221;. Ma anni di processi  non hanno fatto luce sul ruolo di soggetti diversi da Cosa nostra  nell&#8217;eccidio di via [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pinomasciari.org/wp-content/uploads/2010/09/dallachiesa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7054" style="margin: 5px;" title="dallachiesa" src="http://www.pinomasciari.org/wp-content/uploads/2010/09/dallachiesa-300x278.jpg" alt="" width="146" height="136" /></a>Le sentenze, tutte ormai definitive, parlano di &#8220;coesistenza di  specifici interessi, anche all&#8217;interno delle istituzioni, all&#8217;  eliminazione del pericolo costituito dalla determinazione e dalla  capacità del generale Carlo Alberto dalla Chiesa&#8221;. Ma anni di processi  non hanno fatto luce sul ruolo di soggetti diversi da Cosa nostra  nell&#8217;eccidio di via Carini. A ricordare, nel giorno del ventottesimo  anniversario, la figura del prefetto di Palermo è il ministro  dell&#8217;Interno Roberto Maroni che ha deposto una corona di fiori sul luogo  dell&#8217;eccidio.</p>
<p>Una messa sarà celebrata nella caserma dei carabinieri intestata al  generale, in corso Vittorio Emanuele. Insieme con Dalla Chiesa vennero  assassinati la moglie Emanuela Setti Carraro e l&#8217;agente di scorta  Domenico Russo. Il 3 settembre <span id="more-7053"></span>del 1982 la guerra che la mafia aveva  dichiarato allo Stato segnò uno dei momenti più tragici. Sotto una  pioggia di piombo cadde un simbolo delle istituzioni, costretto, negli  ultimi giorni della sua vita, ad affidare al giornalista Giorgio Bocca  l&#8217;amaro sfogo di chi ha capito di essere solo.</p>
<p>&#8220;Un uomo viene colpito quando viene lasciato solo&#8221;, disse. Nell&#8217;  uccisione di Dalla Chiesa, massacrato a colpi di kalashnikov in via  Isidoro Carini, mentre era in auto con la moglie, seguito dall&#8217; Alfetta  di scorta dell&#8217;autista, il ruolo esecutivo della mafia è ormai  accertato. La giustizia, però, si è fermata ai mandanti mafiosi, dunque,  e agli esecutori materiali.</p>
<p>All&#8217;ergastolo sono stati condannati i killer Raffaele Ganci, Giuseppe  Lucchese, Vincenzo Galatolo, Nino Madonia e a 14 anni i collaboratori  di giustizia Francesco Paolo Anzelmo e Calogero Ganci. Gli uomini della  &#8220;cupola&#8221;, Totò Riina, Bernardo Provenzano e Michele Greco, erano già  stati condannati al maxiprocesso, nato proprio da un rapporto di Dalla  Chiesa contro 162 esponenti di Cosa nostra.</p>
<p>Quello che accadde la sera del 3 settembre in via Carini ha provato a  descriverlo la Procura di Palermo, attraverso una simulazione  dell&#8217;eccidio realizzata dagli esperti della scientifica. L&#8217;A112, su cui  si trovavano il prefetto e la moglie, venne affiancata e superata da una  Bmw 518. A bordo c&#8217;erano Antonino Madonia e Calogero Ganci. A fare  fuoco con un kalashnikov fu Madonia che sparò dando le spalle al  parabrezza.</p>
<p>Una seconda vettura, guidata da Anzelmo, seguiva il prefetto, pronta  ad intervenire per bloccare l&#8217; eventuale reazione dell&#8217; agente di  scorta. Dal giorno del suo insediamento erano passati poco più di 3  mesi, cento giorni. Il 30 aprile 1982 Dalla Chiesa era giunto in  Prefettura a bordo di un anonimo taxi. Durante i giorni che precedettero  la strage di via Carini cercò di rispondere allo strapotere delle  cosche e di spezzare il legame tra mafia e politica.</p>
<p>Le iniziative di Dalla Chiesa furono frenate da ostilità politiche  ambientali e da una ridotta capacità di intervento. Il prefetto reclamò  continuamente la concessione di poteri di coordinamento che solo dopo la  sua morte, però, vennero formalizzati.</p>
<p>&#8220;Il ricordo del sacrificio del generale Dalla Chiesa è perciò ancora  oggi preziosa occasione per rafforzare, specialmente nei giovani, la  cultura della legalità e il senso della democrazia, e per rinnovare un  convergente e deciso sostegno delle istituzioni repubblicane e della  società civile all&#8217;attività di contrasto delle organizzazioni criminali  svolta dalla magistratura e dalle forze dell&#8217;ordine, al fine di  contenerne la capacità di controllo del territorio e di infiltrazione  nella economia, nazionale e internazionale&#8221;. Lo scrive il presidente  della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel messaggio in occasione della  uccisione, 28 anni fa, del prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, della  moglie Emanuela Setti Carraro e dell&#8217;agente di scorta Domenico Russo.</p>
<p><em>Ansa</em></p>]]></content:encoded>
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		<title>&#8216;NDRANGHETA: BENI PER 500 MILA EURO SEQUESTRATI NEL VIBONESE</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 15:31:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Conversano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Su proposta del questore di Vibo Valentia, ed in seguito ad una attivita&#8217; info -investigativa del Gico della Guardia di Finanza di Catanzaro, il Tribunale, sezione misure di prevenzione, di Vibo Valentia ha disposto il sequestro e la conseguente confisca dei beni immobili che sono nella disponibilita&#8217; Rosario Fiare&#8217;, 62 anni, considerato il boss dell&#8217;omonimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pinomasciari.org/wp-content/uploads/2010/09/gico.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7051" style="margin: 5px;" title="gico" src="http://www.pinomasciari.org/wp-content/uploads/2010/09/gico-300x224.jpg" alt="" width="137" height="103" /></a>Su proposta del questore di Vibo Valentia, ed in seguito ad una attivita&#8217; info -investigativa del Gico della Guardia di Finanza di Catanzaro, il Tribunale, sezione misure di prevenzione, di Vibo Valentia ha disposto il sequestro e la conseguente confisca dei beni immobili che sono nella disponibilita&#8217; Rosario Fiare&#8217;, 62 anni, considerato il boss dell&#8217;omonimo clan di San Gregorio D&#8217;Ippona, per un valore complessivo che si aggira intorno ai 500.000 euro. Analogo provvedimento era stato adottato nei confronti del figlio Vincenzo qualche giorno addietro. Rosario Fiare&#8217;, coinvolto nell&#8217;operazione &#8220;Rima &#8220;, attualmente agli arresti domiciliari per aver violato le prescrizioni stabilite per la sorveglianza speciale, e&#8217; considerato dagli inquirenti appunto un elemento di vertice dell&#8217;omonima cosca che risulta strettamente <span id="more-7050"></span>legata agli ambienti della criminalita&#8217; organizzata capeggiata dal clan dei Mancuso di Limbadi. II provvedimento ha confermato le conclusioni cui sono giunti gli investigatori che hanno effettuato la specifica attivita&#8217; d&#8217;indagine patrimoniale, grazie alla quale, e&#8217; stato possibile accertare una sproporzione tra il valore dei beni realmente posseduti o, comunque, nella sua disponibilita&#8217; ed i redditi effettivamente dichiarati al fisco. In particolare il provvedimento di confiscariguarda un terreno con fabbricato sito nel comune di Vibo Valentia; un appartamento, anch&#8217;esso situato in Vibo Valentia ed un altro appezzamento di terreno, sito nel comune di S. Gregorio D&#8217;Ippona.</p>
<p><em>AGI</em></p>]]></content:encoded>
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		<title>&#8216;Ndrangheta: Quattro lettere minatorie con 2 proiettili al Governatore Scopelliti</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 15:17:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Conversano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quattro lettere anonime sono state recapitate  questa mattina a Palazzo Alemanni, poco prima di mezzogiorno: tre  contenevano insulti e minacce generiche al Presidente della Regione  Calabria, Giuseppe Scopelliti. Nella quarta c&#8217;erano i proiettili, con  uno scritto in cui ci sono avvertimenti con riferimenti a precisi fatti  del reggino. Sull&#8217;esatto contenuto di questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pinomasciari.org/wp-content/uploads/2010/06/giuseppe-scopelliti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6616" style="margin: 5px;" title="giuseppe-scopelliti" src="http://www.pinomasciari.org/wp-content/uploads/2010/06/giuseppe-scopelliti-258x300.jpg" alt="" width="132" height="154" /></a>Quattro lettere anonime sono state recapitate  questa mattina a Palazzo Alemanni, poco prima di mezzogiorno: tre  contenevano insulti e minacce generiche al Presidente della Regione  Calabria, Giuseppe Scopelliti. Nella quarta c&#8217;erano i proiettili, con  uno scritto in cui ci sono avvertimenti con riferimenti a precisi fatti  del reggino. Sull&#8217;esatto contenuto di questo scritto (un paio di  pagine) gli inquirenti mantengono un riserbo strettissimo. Sono  immediatamente partiti gli accertamenti della Digos con il coordinamento  della Procura della Repubblica di Catanzaro. Un magistrato delegato dal  procuratore capo Vincenzo Lombardo ha incontrato Scopelliti in tarda  mattinata.  Scopelliti si trova in questo momento nel suo ufficio, ha  presentato denuncia alla polizia di Stato e con lui si trovano il  Presidente del Consiglio Regionale, Francesco Talarico; l&#8217;On Michele  Traversa e l&#8217;assessore regionale all&#8217;agricoltura Michele Trematerra.  «C&#8217;è un clima &#8211; ha detto Scopelliti &#8211; di destabilizzazione».<span id="more-7047"></span><strong>LE MINACCE RAFFORZANO IL NOSTRO IMPEGNO</strong> «Le  minacce indirizzate a figure istituzionali, che si ripetono con  preoccupante frequenza, non faranno venire meno, ma anzi rafforzano,  l&#8217;impegno volto alla difesa della democrazia e alla sicurezza di chi &#8211;  eletto dai cittadini &#8211; li rappresenta nelle libere Istituzioni». Così  scrive Vasco Errani, presidente della Regione Emilia-Romagna e della  Conferenza delle Regioni, al presidente della Regione Calabria Giuseppe  Scopelliti, al quale è stata recapitata una lettera contenente due  proiettili e frasi minacciose. «Ti esprimo &#8211; scrive Errani rivolgendosi a  Scopelliti &#8211; sincera solidarietà e vicinanza».</p>]]></content:encoded>
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		<title>&#8216;Ndrangheta/ Vescovo: &#8220;Calabresi trovino coraggio di denunciare&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 13:48:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Conversano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Se non ritroviamo il coraggio di denunciare e combattere l&#8217;illegalita&#8217;  resteremo  schiavi di chi ha l&#8217;arroganza di poter dominare sugli altri.  La Calabria non crescera&#8217; mai, miei cari, se i suoi figli non   riusciranno a scrollarsi di dosso la schiavitu&#8217; della sopportazione  silenziosa dell&#8217;illegalita&#8217;. Essa non ha mai dato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pinomasciari.org/wp-content/uploads/2010/09/vescovo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7044" style="margin: 5px;" title="vescovo" src="http://www.pinomasciari.org/wp-content/uploads/2010/09/vescovo.jpg" alt="" width="163" height="127" /></a>&#8220;Se non ritroviamo il coraggio di denunciare e combattere l&#8217;illegalita&#8217;  resteremo  schiavi di chi ha l&#8217;arroganza di poter dominare sugli altri.  La Calabria non crescera&#8217; mai, miei cari, se i suoi figli non   riusciranno a scrollarsi di dosso la schiavitu&#8217; della sopportazione  silenziosa dell&#8217;illegalita&#8217;. Essa non ha mai dato  benessere alla nostra  regione e non lo dara&#8217; mai&#8221;. Lo ha detto il vescovo di Locri-Gerace,  mons. Giuseppe Fiorini Morosini,  parlando al santuario della Madonna di  Polisi durante la veglia di preghiera. Anche inq uesta occasione il  vescovo ha fatto  riferimento alle polemiche suscitate dalle immagini  delle forze dell&#8217;ordine che hanno ripreso i summit mafiosi durante   l&#8217;annuale raduno religioso per la festa della Madonna, nel santuario  situato in Aspromonte. &#8220;Quando a meta&#8217; luglio &#8211; ha  detto &#8211; le  televisioni di tutto il mondo hanno trasmesso filmati girati qui a  Polsi, che attestavano inequivocabilmente  come questo santuario venga  profanato <span id="more-7042"></span>periodicamente da incontri e riunioni illegali, che nulla  hanno da spartire con  la fede, immediatamente ho reagito con un  comunicato stampa e con una lettera aperta rivolta a quanti erano stati   protagonisti di tali incontri. Ma questa sera intendo rivolgermi a voi  tutti, che state vegliando con me, soprattutto  a voi giovani, che spero  possiate seguire questo mio discorso tramite gli altoparlanti dislocati  in tutta la zona sacra di  questo santuario. Voglio invitarvi al  pentimento e alla conversione, prendendo coscienza di alcuni nostri mali  e  cercando di uscirne fuori con coraggio e tempestivita&#8217;&#8221;. Vedendo il  filmato di riunioni illegali sotto l&#8217;immagine della  Madonna, tutti si  sono chiesti: come si puo&#8217; mescolare la religione con l&#8217;illegalita&#8217; e il  male? Io chiedo a tutti voi &#8211;  ha detto Morosini &#8211; se tale errore,  anche se in forme meno gravi, non sia presente anche in noi, quando non  prestiamo  attenzione alle implicanze del Vangelo nella nostra vita, e  riduciamo i nostri gesti religiosi e le nostre devozioni,  sacramenti  inclusi, a formalita&#8217; esteriori, frutto piu&#8217; di tradizione che di scelta  autentica di fede. Questa sera abbiamo  bisogno di chiedere perdono  anche noi a Dio e promettergli di convertirci. Nell&#8217;illegalita&#8217; &#8211; ha  aggiunto &#8211; si finisce quando  si ricerca il benessere e la ricchezza  fuori dalle regole morali dettate dalla legge di Dio e degli uomini.  Questa sera  noi dobbiamo chiedere perdono a Dio per quella tentazione  dalla quale ci lasciamo prendere, per cui pur di far soldi non   guardiamo se la strada che percorriamo e&#8217; quella giusta. Dobbiamo  chiedere perdono per tutte quelle persone che chiudono  gli occhi sulle  ricchezze godute, senza chiedersi da dove arrivano, se il denaro usato  sia sporco o pulito&#8221;.</p>
<p><em>Affaritaliani.it</em></p>]]></content:encoded>
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		<title>&#8216;NDRANGHETA: CONCLUSA FESTA POLSI, BOSS NON C&#8217;ERANO</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 13:29:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Conversano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non c&#8217;erano i boss della &#8216;ndrangheta alla festa della Madonna della  Montagna, conclusasi nel santuario di Polsi. Secondo i rilevamenti fatti  dagli investigatori, gli esponenti delle cosche che erano presenti  erano inferiori come numero rispetto agli scorsi anni e, in piu&#8217;, si è  trattato di esponenti di secondo piano dell&#8217;organizzazione criminale. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pinomasciari.org/wp-content/uploads/2010/09/madonna01g.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7039" style="margin: 5px;" title="madonna01g" src="http://www.pinomasciari.org/wp-content/uploads/2010/09/madonna01g-300x227.jpg" alt="" width="193" height="147" /></a>Non c&#8217;erano i boss della &#8216;ndrangheta alla festa della Madonna della  Montagna, conclusasi nel santuario di Polsi. Secondo i rilevamenti fatti  dagli investigatori, gli esponenti delle cosche che erano presenti  erano inferiori come numero rispetto agli scorsi anni e, in piu&#8217;, si è  trattato di esponenti di secondo piano dell&#8217;organizzazione criminale. Un  fatto che gli investigatori spiegano con gli arresti di affiliati alla  &#8216;ndrangheta fatti negli ultimi tempi, e in particolare con l&#8217;operazione  Crimine eseguita il 13 luglio scorso, e con una prudenza dei mafiosi  legata alla massiccia presenza di forze dell&#8217;ordine, che hanno  effettuato servizi di controllo molto accurati.</p>
<p><em>Ansa</em></p>]]></content:encoded>
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