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	<title>Commenti a: Comunicato Stampa degli amici di Pino Masciari: Solidarietà a Roberto Saviano</title>
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	<description>Ogni persona che viene a conoscenza della mia storia, mi allunga la vita di un giorno</description>
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		<title>Di: Rosa</title>
		<link>http://www.pinomasciari.org/2008/10/comunicato-stampa-degli-amici-di-pino-masciari-solidarieta-a-roberto-saviano/#comment-2605</link>
		<dc:creator>Rosa</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 20:27:36 +0000</pubDate>
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		<description>Anche in Trentino hanno sgominato una cellula mafiosa facente capo alla Sacra Corona Unita. Solita storia: boss della Sacra Corona Unita sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno in un paesino sul lago di Garda, assunzione fasulla in un bar, spaccio di droga..da verificare riciclaggio di denaro sporco..
Ora è da vedere come andrà il processo..speriamo che comunque una tale notizia dia la sveglia anche da queste parti, visto che qui la guardia è molto bassa e si pensa ancora di vivere in una specie di isola felice protetta da chissà quale scudo contro influenze esterne!
Fatto gravissimo..ma le forze dell&#039;ordine sono intervenute in tempo stavolta! Speriamo bene!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anche in Trentino hanno sgominato una cellula mafiosa facente capo alla Sacra Corona Unita. Solita storia: boss della Sacra Corona Unita sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno in un paesino sul lago di Garda, assunzione fasulla in un bar, spaccio di droga..da verificare riciclaggio di denaro sporco..<br />
Ora è da vedere come andrà il processo..speriamo che comunque una tale notizia dia la sveglia anche da queste parti, visto che qui la guardia è molto bassa e si pensa ancora di vivere in una specie di isola felice protetta da chissà quale scudo contro influenze esterne!<br />
Fatto gravissimo..ma le forze dell&#8217;ordine sono intervenute in tempo stavolta! Speriamo bene!</p>
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	</item>
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		<title>Di: giuseppe  scano</title>
		<link>http://www.pinomasciari.org/2008/10/comunicato-stampa-degli-amici-di-pino-masciari-solidarieta-a-roberto-saviano/#comment-2591</link>
		<dc:creator>giuseppe  scano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 16:42:37 +0000</pubDate>
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		<description>scuisate il sarcasmo  del post precedente</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>scuisate il sarcasmo  del post precedente</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: giuseppe  scano</title>
		<link>http://www.pinomasciari.org/2008/10/comunicato-stampa-degli-amici-di-pino-masciari-solidarieta-a-roberto-saviano/#comment-2590</link>
		<dc:creator>giuseppe  scano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 16:41:59 +0000</pubDate>
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		<description>concordo con te  rosa  . la vera lotta  ala mafia  dovrebbe partire dall&#039;educazione  ala legalità  , inserita nell&#039;ora di educazione civica  . Quando  lo impareranno  forse dopo un&#039;altra capaci e via d&#039;amelio   con l&#039;aggiunta  di  persone che non siano  magistrati o o uomini di scorta</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>concordo con te  rosa  . la vera lotta  ala mafia  dovrebbe partire dall&#8217;educazione  ala legalità  , inserita nell&#8217;ora di educazione civica  . Quando  lo impareranno  forse dopo un&#8217;altra capaci e via d&#8217;amelio   con l&#8217;aggiunta  di  persone che non siano  magistrati o o uomini di scorta</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Indiano1983</title>
		<link>http://www.pinomasciari.org/2008/10/comunicato-stampa-degli-amici-di-pino-masciari-solidarieta-a-roberto-saviano/#comment-2585</link>
		<dc:creator>Indiano1983</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2008 20:49:12 +0000</pubDate>
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		<description>Meglio tardi che mai..

http://indiano1983.blogspot.com/2008/10/la-calabria-che-c-ma-che-non-si-vuole.html

qui è possibile leggere il mio racconto della mia esperienza in Calabria, a Catanzaro con Pino e altri splendidi Amici, del precedente fine settimana.

A presto

Indiano</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Meglio tardi che mai..</p>
<p><a href="http://indiano1983.blogspot.com/2008/10/la-calabria-che-c-ma-che-non-si-vuole.html" rel="nofollow">http://indiano1983.blogspot.com/2008/10/la-calabria-che-c-ma-che-non-si-vuole.html</a></p>
<p>qui è possibile leggere il mio racconto della mia esperienza in Calabria, a Catanzaro con Pino e altri splendidi Amici, del precedente fine settimana.</p>
<p>A presto</p>
<p>Indiano</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Rosa</title>
		<link>http://www.pinomasciari.org/2008/10/comunicato-stampa-degli-amici-di-pino-masciari-solidarieta-a-roberto-saviano/#comment-2572</link>
		<dc:creator>Rosa</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Oct 2008 08:55:26 +0000</pubDate>
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		<description>Maroni qualche tempo fa quando c&#039;è stata la retata a Castelvolturno e ha inviato lì l&#039;esercito ha detto anche che questa è la dimostrazione che lo Stato c&#039;e! A voi sembra una dimostrazione della presenza dello Stato? Io ho avuto voglia di scendere a Roma a insultarlo!

Volevo anche dire una cosa su Saviano: è vero che lui ha la scorta perchè è noto e altri no e questo è vergognoso! Ma siamo sicuri che sia una vera protezione da parte dello Stato? Non fraintendetemi, non voglio dire che la scorta non serva, stavo solo riflettendo su una cosa: Saviano ha la scorta, ma avevano progettato un attentato contro di lui; Falcone e Borsellino avevano una scorta, ma li hanno fatti saltare in aria..se voi aveste paura dello Stato organizzereste attentati contro chi è protetto dallo Stato? 

Ieri ho visto un pezzo di Matrix, una puntata su Saviano. Hanno fatto un&#039;intervista ad un ragazzo di Casal di Principe chiedendogli cosa ne pensasse di Saviano e questo ha risposto: è uno che non si fa i cazzi suoi!
Secondo me il problema è questo atteggiamento! Scorta o non scorta..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Maroni qualche tempo fa quando c&#8217;è stata la retata a Castelvolturno e ha inviato lì l&#8217;esercito ha detto anche che questa è la dimostrazione che lo Stato c&#8217;e! A voi sembra una dimostrazione della presenza dello Stato? Io ho avuto voglia di scendere a Roma a insultarlo!</p>
<p>Volevo anche dire una cosa su Saviano: è vero che lui ha la scorta perchè è noto e altri no e questo è vergognoso! Ma siamo sicuri che sia una vera protezione da parte dello Stato? Non fraintendetemi, non voglio dire che la scorta non serva, stavo solo riflettendo su una cosa: Saviano ha la scorta, ma avevano progettato un attentato contro di lui; Falcone e Borsellino avevano una scorta, ma li hanno fatti saltare in aria..se voi aveste paura dello Stato organizzereste attentati contro chi è protetto dallo Stato? </p>
<p>Ieri ho visto un pezzo di Matrix, una puntata su Saviano. Hanno fatto un&#8217;intervista ad un ragazzo di Casal di Principe chiedendogli cosa ne pensasse di Saviano e questo ha risposto: è uno che non si fa i cazzi suoi!<br />
Secondo me il problema è questo atteggiamento! Scorta o non scorta..</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Enzo</title>
		<link>http://www.pinomasciari.org/2008/10/comunicato-stampa-degli-amici-di-pino-masciari-solidarieta-a-roberto-saviano/#comment-2570</link>
		<dc:creator>Enzo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2008 22:53:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.pinomasciari.org/?p=2567#comment-2570</guid>
		<description>oggi maroni ha detto che Saviano è un simbolo e non il simbolo. aggiungendo &quot;siamo noi la lotta alla criminalità organizzata&quot;.
Brancoliamo nel buio se continuiamo a confondere gli uomini con i simboli e le persone con i personaggi.
E&#039; questa la lotta alla criminalità organizzata?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>oggi maroni ha detto che Saviano è un simbolo e non il simbolo. aggiungendo &#8220;siamo noi la lotta alla criminalità organizzata&#8221;.<br />
Brancoliamo nel buio se continuiamo a confondere gli uomini con i simboli e le persone con i personaggi.<br />
E&#8217; questa la lotta alla criminalità organizzata?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: giuseppe  scano</title>
		<link>http://www.pinomasciari.org/2008/10/comunicato-stampa-degli-amici-di-pino-masciari-solidarieta-a-roberto-saviano/#comment-2566</link>
		<dc:creator>giuseppe  scano</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2008 17:08:40 +0000</pubDate>
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		<description>si protegge saviano perchè troppo in vista  e  si lascia   nella  .... pino  masciari  che  rischia come lui  .  
 Inoltre segnalo  il caso   di un pentito che ha denunciato quella  che molti chiamano  la banda  dela magliana sarda  e per  avere protezione  è costretto a farsi arrestare 

 dala nuova sardegna  del 17\10\2008

Oristano. E&#039; testimone a un processo e vuole essere protetto: inscena
un furto e si consegna
Teme una vendetta, si fa arrestare
 Autodenuncia di un ex pentito della banda di Is Mirrionis




 ORISTANO. Meglio il carcere che testimoniare da ex pentito in un&#039;aula
giudiziaria senza nessuna protezione. Così il cagliaritano Carlo
Dessì, 54 anni, un nome che riporta agli anni in cui nel capoluogo
dominava la banda di Is Mirrionis l&#039;altra sera ha preferito farsi
arrestare dando vita a una sorta di sceneggiata: ha rubato un furgone
nel cuore della città di Eleonora, poi ha raggiunto la questura e si è
autodenunciato. Ci aveva provato anche poco prima, confessando un
furto (900 euro) messo a segno nel Lazio. Ma non è stato creduto. Così
ha optato per il furgone. Dessì mercoledì prossimo deve presentarsi a
un processo in tribunale a Cagliari: adesso spera di andarci con la
scorta.
Dove dovrà presentarsi la mattina di mercoledì 22 in veste di
testimone in un processo già fissato. Processo al quale voleva andare
solo se scortato dalla polizia penitenziaria. Con buona ragione,
tenuto conto che il protagonista di questo episodio un po&#039; kafkiano è
Carlo Dessì, 54 anni, cagliaritano doc, malavitoso di lungo corso e
forse uno dei pentiti della prima ora. Un uomo, insomma, sul quale
vorrebbero mettere le mani in tanti. E non certo per accarezzargli il
viso.
 Infatti, nei suoi confronti esiste probabilmente una vera e propria
condanna a morte, emessa da qualcuno di quei boss che Carlo Dessì ha
volutamente tradito, dopo averne condiviso i crimini. Forse anche
quelli peggiori, mai confessati ovviamente, che dopo anni e anni di
indagini fece finire in Corte d&#039;assise pezzi da novanta e semplici
gregari di quella organizzazione malavitosa conosciuta come la &quot;banda
di Is Mirrionis&quot;, capeggiata dal sanguinario Mario Tidu, che per lungo
tempo e impunemente terrorizzò Cagliari e dintorni, lasciandosi dietro
attentati dinamitardi (arrivarono persino a far esplodere la dinamite
davanti all&#039;ingresso del commissariato di Sant&#039;Avendrace, allora posto
in via Abruzzi), sparatorie in puro stile western nelle strade del
quartiere San Michele e un bel po&#039; di morti ammazzati.
 Banda che fu sgominata all&#039;alba di un giorno d&#039;inverno di fine &#039;92,
quando un esercito fra poliziotti e carabinieri, coordinati
dall&#039;attuale questore di Grosseto, Maria Rosaria Maiorino, cinse
d&#039;assedio i quartieri di Is Mirrionis e San Michele per eseguire gli
ordini d&#039;arresto firmati in buona parte dal sostituto procuratore
Mario Marchetti.
 Ebbene, fra la cinquantina di persone - comprese molte donne - che
finirono in carcere (in parte a Buoncammino, in parte a Oristano e
altri a Sassari) c&#039;era anche lui, Carlo Dessì, che forse aveva già
mosso i primi passi verso la più sicura oasi del collaboratore di
giustizia.
 Ovviamente dopo arrivarono i processi. E nel corso di quello di primo
grado, davanti alla Corte d&#039;assise, nell&#039;aula del &quot;palazzaccio&quot;
cagliaritano fece capolino, seppure con una toccata e fuga, anche un
vero boss, di quelli con la &quot;B&quot; maiuscola. Vale a dire Gaetano Iannì,
&quot;don Tano&quot; per amici e picciotti, riconosciuto capo della Stidda, una
costola della mafia siciliana entrata in guerra aperta con Cosa
Nostra.
 Cosa c&#039;entrava Tano Iannì, che a cavallo dei fine anni Ottanta e i
primi anni Novanta viveva da libero vigilato in quel di Carbonia (con
tutto il suo clan, formato da gente dal grilletto facile)? Lo raccontò
lui stesso ai giudici - dopo aver indossato i larghi panni del
pentito, che ancor&#039;oggi indossa insieme ai due figli che aveva
utilizzato in più azioni criminose - sostenendo che Mario Tidu e il
suo braccio destro Elio Melis, soprannominato Sa Niedda, avevano
contattato il clan dei siciliani per ottenere da loro droga in cambio
di armi o viceversa. Per concludere questa sorta di excursus criminale
va ricordato che il processo alla &quot;banda di Is Mirrionis&quot; si concluse
con la distribuzione di diversi ergastoli e centinaia d&#039;anni di
reclusione, confermati poi, nel tempo, in Assise e in Cassazione. E
tra i condannati, a una pena tutto sommato mite, c&#039;era anche lui,
questo Carlo Dessì protagonista dell&#039;episodio oristanese, che per un
certo periodo era entrato nel cosiddetto programma di protezione,
messo in piedi giusto per tutelare i pentiti. Ma evidentemente la
protezione è stata breve. Già, perché Carlo Dessì, con un suo amico di
gioventù e di pentimento, Paolo Santona, morto poco tempo fa, si mise
nei guai durante le indagini sul sequestro di Silvia Melis con un
maldestro tentativo di calunnia ai danni del magistrato Mario
Marchetti, che a loro dire - ma poi ritrattarono tutto - li assoldò
per incastrare con una presunta storia di droga l&#039;allora editore Niki
Grauso.
 Poi, negli ultimi anni, Carlo Dessì ha finito con il vivere da
barbone, girovagando per l&#039;Italia, tenendosi però ben lontano da
Cagliari. Chissà perché?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>si protegge saviano perchè troppo in vista  e  si lascia   nella  &#8230;. pino  masciari  che  rischia come lui  .<br />
 Inoltre segnalo  il caso   di un pentito che ha denunciato quella  che molti chiamano  la banda  dela magliana sarda  e per  avere protezione  è costretto a farsi arrestare </p>
<p> dala nuova sardegna  del 17\10\2008</p>
<p>Oristano. E&#8217; testimone a un processo e vuole essere protetto: inscena<br />
un furto e si consegna<br />
Teme una vendetta, si fa arrestare<br />
 Autodenuncia di un ex pentito della banda di Is Mirrionis</p>
<p> ORISTANO. Meglio il carcere che testimoniare da ex pentito in un&#8217;aula<br />
giudiziaria senza nessuna protezione. Così il cagliaritano Carlo<br />
Dessì, 54 anni, un nome che riporta agli anni in cui nel capoluogo<br />
dominava la banda di Is Mirrionis l&#8217;altra sera ha preferito farsi<br />
arrestare dando vita a una sorta di sceneggiata: ha rubato un furgone<br />
nel cuore della città di Eleonora, poi ha raggiunto la questura e si è<br />
autodenunciato. Ci aveva provato anche poco prima, confessando un<br />
furto (900 euro) messo a segno nel Lazio. Ma non è stato creduto. Così<br />
ha optato per il furgone. Dessì mercoledì prossimo deve presentarsi a<br />
un processo in tribunale a Cagliari: adesso spera di andarci con la<br />
scorta.<br />
Dove dovrà presentarsi la mattina di mercoledì 22 in veste di<br />
testimone in un processo già fissato. Processo al quale voleva andare<br />
solo se scortato dalla polizia penitenziaria. Con buona ragione,<br />
tenuto conto che il protagonista di questo episodio un po&#8217; kafkiano è<br />
Carlo Dessì, 54 anni, cagliaritano doc, malavitoso di lungo corso e<br />
forse uno dei pentiti della prima ora. Un uomo, insomma, sul quale<br />
vorrebbero mettere le mani in tanti. E non certo per accarezzargli il<br />
viso.<br />
 Infatti, nei suoi confronti esiste probabilmente una vera e propria<br />
condanna a morte, emessa da qualcuno di quei boss che Carlo Dessì ha<br />
volutamente tradito, dopo averne condiviso i crimini. Forse anche<br />
quelli peggiori, mai confessati ovviamente, che dopo anni e anni di<br />
indagini fece finire in Corte d&#8217;assise pezzi da novanta e semplici<br />
gregari di quella organizzazione malavitosa conosciuta come la &#8220;banda<br />
di Is Mirrionis&#8221;, capeggiata dal sanguinario Mario Tidu, che per lungo<br />
tempo e impunemente terrorizzò Cagliari e dintorni, lasciandosi dietro<br />
attentati dinamitardi (arrivarono persino a far esplodere la dinamite<br />
davanti all&#8217;ingresso del commissariato di Sant&#8217;Avendrace, allora posto<br />
in via Abruzzi), sparatorie in puro stile western nelle strade del<br />
quartiere San Michele e un bel po&#8217; di morti ammazzati.<br />
 Banda che fu sgominata all&#8217;alba di un giorno d&#8217;inverno di fine &#8216;92,<br />
quando un esercito fra poliziotti e carabinieri, coordinati<br />
dall&#8217;attuale questore di Grosseto, Maria Rosaria Maiorino, cinse<br />
d&#8217;assedio i quartieri di Is Mirrionis e San Michele per eseguire gli<br />
ordini d&#8217;arresto firmati in buona parte dal sostituto procuratore<br />
Mario Marchetti.<br />
 Ebbene, fra la cinquantina di persone &#8211; comprese molte donne &#8211; che<br />
finirono in carcere (in parte a Buoncammino, in parte a Oristano e<br />
altri a Sassari) c&#8217;era anche lui, Carlo Dessì, che forse aveva già<br />
mosso i primi passi verso la più sicura oasi del collaboratore di<br />
giustizia.<br />
 Ovviamente dopo arrivarono i processi. E nel corso di quello di primo<br />
grado, davanti alla Corte d&#8217;assise, nell&#8217;aula del &#8220;palazzaccio&#8221;<br />
cagliaritano fece capolino, seppure con una toccata e fuga, anche un<br />
vero boss, di quelli con la &#8220;B&#8221; maiuscola. Vale a dire Gaetano Iannì,<br />
&#8220;don Tano&#8221; per amici e picciotti, riconosciuto capo della Stidda, una<br />
costola della mafia siciliana entrata in guerra aperta con Cosa<br />
Nostra.<br />
 Cosa c&#8217;entrava Tano Iannì, che a cavallo dei fine anni Ottanta e i<br />
primi anni Novanta viveva da libero vigilato in quel di Carbonia (con<br />
tutto il suo clan, formato da gente dal grilletto facile)? Lo raccontò<br />
lui stesso ai giudici &#8211; dopo aver indossato i larghi panni del<br />
pentito, che ancor&#8217;oggi indossa insieme ai due figli che aveva<br />
utilizzato in più azioni criminose &#8211; sostenendo che Mario Tidu e il<br />
suo braccio destro Elio Melis, soprannominato Sa Niedda, avevano<br />
contattato il clan dei siciliani per ottenere da loro droga in cambio<br />
di armi o viceversa. Per concludere questa sorta di excursus criminale<br />
va ricordato che il processo alla &#8220;banda di Is Mirrionis&#8221; si concluse<br />
con la distribuzione di diversi ergastoli e centinaia d&#8217;anni di<br />
reclusione, confermati poi, nel tempo, in Assise e in Cassazione. E<br />
tra i condannati, a una pena tutto sommato mite, c&#8217;era anche lui,<br />
questo Carlo Dessì protagonista dell&#8217;episodio oristanese, che per un<br />
certo periodo era entrato nel cosiddetto programma di protezione,<br />
messo in piedi giusto per tutelare i pentiti. Ma evidentemente la<br />
protezione è stata breve. Già, perché Carlo Dessì, con un suo amico di<br />
gioventù e di pentimento, Paolo Santona, morto poco tempo fa, si mise<br />
nei guai durante le indagini sul sequestro di Silvia Melis con un<br />
maldestro tentativo di calunnia ai danni del magistrato Mario<br />
Marchetti, che a loro dire &#8211; ma poi ritrattarono tutto &#8211; li assoldò<br />
per incastrare con una presunta storia di droga l&#8217;allora editore Niki<br />
Grauso.<br />
 Poi, negli ultimi anni, Carlo Dessì ha finito con il vivere da<br />
barbone, girovagando per l&#8217;Italia, tenendosi però ben lontano da<br />
Cagliari. Chissà perché?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Rosa</title>
		<link>http://www.pinomasciari.org/2008/10/comunicato-stampa-degli-amici-di-pino-masciari-solidarieta-a-roberto-saviano/#comment-2558</link>
		<dc:creator>Rosa</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2008 12:46:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.pinomasciari.org/?p=2567#comment-2558</guid>
		<description>Ciao a tutti!

Ho finalmente trovato qualche minuto per inviare ai miei contatti e-mail una &quot;catena&quot; con la storia di Pino Masciari. Naturalmente ho aggiunto che non si tratta di un&#039;eccezione, ma della regola e oltre all&#039;indirizzo di questo sito internet, ho aggiunto l&#039;indirizzo internet di &quot;Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie&quot;. Non so se la catena girerà, ma forse qualcun altro si interesserà a questi problemi, e naturalmente più siamo e meglio è!
Ora come ora internet è il mezzo più potente a mia disposizione per sostenere coloro che combattono contro la criminalità organizzata, quindi lo uso! Spero di riuscire a sensibilizzare qualcuno, perchè è proprio ora di finirla di considerare gli immigrati un problema mentre le organizzazioni criminali ITALIANE insieme a politici collusi fanno dell&#039;Italia ciò che vogliono!

Sono d&#039;accordo con Angela..se lo Stato abbandona, allora deve esserci la società civile!

E intanto ancora una volta ribadisco la mia vicinanza a tutti i Saviano e i Masciari d&#039;Italia!

Rosa</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti!</p>
<p>Ho finalmente trovato qualche minuto per inviare ai miei contatti e-mail una &#8220;catena&#8221; con la storia di Pino Masciari. Naturalmente ho aggiunto che non si tratta di un&#8217;eccezione, ma della regola e oltre all&#8217;indirizzo di questo sito internet, ho aggiunto l&#8217;indirizzo internet di &#8220;Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie&#8221;. Non so se la catena girerà, ma forse qualcun altro si interesserà a questi problemi, e naturalmente più siamo e meglio è!<br />
Ora come ora internet è il mezzo più potente a mia disposizione per sostenere coloro che combattono contro la criminalità organizzata, quindi lo uso! Spero di riuscire a sensibilizzare qualcuno, perchè è proprio ora di finirla di considerare gli immigrati un problema mentre le organizzazioni criminali ITALIANE insieme a politici collusi fanno dell&#8217;Italia ciò che vogliono!</p>
<p>Sono d&#8217;accordo con Angela..se lo Stato abbandona, allora deve esserci la società civile!</p>
<p>E intanto ancora una volta ribadisco la mia vicinanza a tutti i Saviano e i Masciari d&#8217;Italia!</p>
<p>Rosa</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Angela</title>
		<link>http://www.pinomasciari.org/2008/10/comunicato-stampa-degli-amici-di-pino-masciari-solidarieta-a-roberto-saviano/#comment-2553</link>
		<dc:creator>Angela</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2008 18:58:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.pinomasciari.org/?p=2567#comment-2553</guid>
		<description>se lo stato nn riesce a stare vicino a chi denuncia 
io penso che dovrebbe farlo almeno la società civile...
vi siamo vicini Pino e Roberto
Angela</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>se lo stato nn riesce a stare vicino a chi denuncia<br />
io penso che dovrebbe farlo almeno la società civile&#8230;<br />
vi siamo vicini Pino e Roberto<br />
Angela</p>
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		<title>Di: Michele</title>
		<link>http://www.pinomasciari.org/2008/10/comunicato-stampa-degli-amici-di-pino-masciari-solidarieta-a-roberto-saviano/#comment-2552</link>
		<dc:creator>Michele</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2008 02:31:40 +0000</pubDate>
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		<description>Il fatto che chi dice la verita&#039; in nome della giustizia debba andarsene e coloro i quali sono denunciati restino... riempe di dispiacere, specialmente chi come me ha lasciato l&#039;Italia sperando un giorno di tornarci e ritrovarla migliore di come l&#039;aveva lasciata. Ovunque vadano i tutti i coraggiosi Saviano o Masciari del caso avranno la nostra stima e il nostro supporto. Sempre.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il fatto che chi dice la verita&#8217; in nome della giustizia debba andarsene e coloro i quali sono denunciati restino&#8230; riempe di dispiacere, specialmente chi come me ha lasciato l&#8217;Italia sperando un giorno di tornarci e ritrovarla migliore di come l&#8217;aveva lasciata. Ovunque vadano i tutti i coraggiosi Saviano o Masciari del caso avranno la nostra stima e il nostro supporto. Sempre.</p>
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