• Palermo ricorda Giudice Chinnici nel 27° anniversario della strage. 

    Cerimonia commemorativa oggi in via Pipitone Federico, a Palermo, in occasione del 27esimo anniversario della strage in cui persero la vita il giudice Rocco Chinnici, i Carabinieri di scorta Maresciallo Mario Trapassi, Appuntato Salvatore Bartolotta e il portiere dello stabile Stefano Li Sacchi. Alle 18.30 sul luogo dell’eccidio saranno deposte delle corone di fiori e saranno resi gli onori militari. Alle 19 verra’ celebrata la Santa Messa officiata da monsignor Salvatore Grimaldi, nella chiesa di S. Maria Maddalena all’interno della caserma ”Carlo Alberto Dalla Chiesa”, sede del Comando Legione Carabinieri Sicilia. Alle 20 in programma una mostra all’interno della caserma Carlo Alberto dalla Chiesa, sede del Comando Legione Carabinieri ”Sicilia”, intitolata: ”Rocco Chinnici, un Giudice moderno”. Parteciperanno i familiari delle vittime il generale di divisione Vincenzo Coppola, comandante della Legione Carabinieri Sicilia, ed il colonnello Teo Luzi, comandante provinciale dei carabinieri di Palermo.

    Adnkronos

     
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  • ‘Ndrangheta: beni per 5 mln sequestrati a cosca Cicero 

    I carabinieri hanno sequestrato a Cosenza beni mobili ed immobili per un valore di cinque milioni di euro riconducibili ad affiliati alla cosca Cicero.

    Le indagini che hanno portato al sequestro rappresentano la prosecuzione di quelle che nel maggio del 2008 si concretizzarono nell’operazione denominata Anaconda in cui furono arrestate 32 persone accusate di essere affiliate alla cosca Cicero, tra cui il presunto capo del gruppo criminale, Domenico Cicero. Il sequestro e’ stato fatto in esecuzione di un provvedimento emesso dal Tribunale.

     
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  • San Sostene (CZ) L’omicidio di Agostino Procopio, figlio del boss “Fiore”, davanti alla villa di casa: è la faida dei boschi? 

    Omicidio nel paese costiero del catanzarese; indagini anche per capire se sia collegabile alla famigerata faida. Il padre, Fiorito Procopio, inteso “Fiore”,, era stato coinvolto, alcuni anni fa, in un’inchiesta della Dda di Reggio Calabria su un traffico di droga. I carabinieri della compagnia di Soverato, che si muovono sotto le direttive del capitano Emanuele Leuzzi, comandante della compagnia di Soverato, (coordinato dal tenente colonnello Giorgio Naselli, comandante del reparto Provinciale; tutti agli ordini del colonnello Claudio Gentile, comandante provinciale di Catanzaro), stanno adesso accertando se l’omicidio sia da mettere in relazione alla catena di delitti, che si e’ registrata negli ultimi mesi nella zona del Soveratese, vertice del “triangolo della morte”. Sul posto anche il p.m. Paolo Petrolo e Vincenzo Capomolla ed il procuratore aggiunto della DDA Salvatore Murone, coordinato dal procuratore capo Antonio Vincenzo Lombardo, il 118 ed il medico legale, Giulio Di Mizio, ma anche la ditta delle pompe funebri, che ha (Continua…)

     
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  • ‘Ndrangheta: 10 arresti in Calabria 

    Le indagini hanno ricostruito il circuito criminale che aveva favorito i latitanti Gregorio e Giuseppe Bellocco. Sequestrati beni per 10 milioni di euro.

    E’ in corso un’operazione, condotta dai Carabinieri di Regggio Calabria, sull’ordinanza di custodia cautelare, emessa su rischiesta della Procura distrettuale antimafia, nei confronti di 10 affiliati alla cosca “Bellocco di Rosarno”. Gli indagati sono accusati di associazione mafiosa, favoreggiamento personale, porto e detenzione illegale di arma da fuoco.

    Le indagini hanno ricostruito il circuito criminale che aveva favorito, per diversi anni, la latitanza di Gregorio e Giuseppe Bellocco, gli esponenti di vertice dell’omonima cosca rosarnese, inseriti tra i 30 ricercati più pericolosi e catturati dal Ros, rispettivamente nel 2005 e nel 2007.
    Contestualmente è stato eseguito un provvedimento per il sequestro di beni immobili, per un valore di 10milioni di euro.

    Libero news

     
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  • ’Ndrangheta: le vittime tacciono, imprenditore nega l’usura 

    Arrestato con l’accusa di favoreggiamento per aver negato di essere finito nella morsa degli strozzini, in cella per associazione mafiosa. Si tratta di Francesco A., 53 anni, gestore di un bar e titolare di alcune società immobiliari.

    Dietro il muro dell’omertà si aprono ora le porte del carcere. È residente nella zona dell’Altomilanese la prima vittima dell’usura arrestata con l’accusa di favoreggiamento per aver negato di essere finito nella morsa di spietati strozzini, in cella per associazione mafiosa. Si tratta di Francesco A., 53 anni, gestore di un bar e titolare di alcune società immobiliari. Su di lui pesa anche l’aggravante di «voler avvantaggiare la famiglia della ‘ndrangheta, ovvero la Valle di Cisliano, in manette lo scorso primo luglio».

    Questo arresto rappresenta di fatto un precedente che suona come una svolta importante nelle inchieste sulle cosche calabresi che nella nostra zona hanno esteso la loro occupazione criminosa. Chi, di fronte alle prove schiaccianti, nega di essere vittima di cravattari, è connivente con la malavita organizzata. E come tale verrà arrestato. Nessuna denuncia, per paura o per interesse, significa quindi schierarsi contro lo Stato. (Continua…)

    • carlo alberto 12:12 on 28 luglio 2010 Permalink | Rispondi

      Vi rendete conto che il Valle Fortunato è la terza volte che entra in carcere per lo stesso reato!! come si fa a credere al pentimento di tale individuo , forse le parole: “lavorando onestamente- per risarcirvi”, non è che con queste parlole volesse minacciare gli usurati, risarcire eh già. Voi che ne dite?