Segnaliamo lo speciale sui testimoni di giustizia della trasmissione La Bellezza Contro le Mafie, su Radio Rai Uno domani lunedì 8 febbraio 2010 h. 11, programma condotto da Francesca Barra.

Intanto preparatevi: segnate in agenda che la puntata di  lunedì 15 febbraio sarà dedicata all’intervista rilasciata dal nostro Pino Masciari! Imperdibile!

Buon ascolto!

TROVATE IL PODCAST DELL’INTERVISTA A QUESTO LINK

070210 Corriere Della Sera - Pino Masciari - Forse Costretta a Restare Senza Misure di Sicurezza

Il Corriere della Sera ha intervistato Pino Masciari a seguito dell’articolo del blog “Senza più protezione scompare l’ex protetta – non siamo tranquilli” riguardo la scomparsa della collaboratrice di giustizia Lea Garofalo. All’articolo di G. Guastella e G. Santucci “Milano, sparita la donna che denunciò le cosche” la versione cartacea del quotidiano nazionale riporta l’intervista rilasciata ieri da Pino Masciari interpellato per una sua opinione sul caso di Lea Garofalo. Per la lettura cliccate sull’immagine.

La rete degli amici di Pino Masciari si unisce alle manifestazioni concrete di solidarietà e sostegno a Antonino Monteleone, giornalista e blogger calabrese la cui attività è contraddistinta dall’alta professionalità. Antonino è per noi riferimento di lunga data, tanto più importante in qualità di cofondatore del comitato di Reggio Calabria degli amici di Pino Masciari.

Ignoti hanno distrutto la sua vettura  incendiandola: sosteniamo il lavoro delle forze dell’ordine che stanno occupandosi delle indagini volte ad assicurare alla giustizia i responsabili dell’attentato incendiario e condividiamo l’allarme della Rete che chiede ai media e alle istituzioni di rivolgere visibilità e attenzione su Antonino, che non deve essere lasciato solo e non lo sarà certamente – le reazioni della Rete lo dimostrano.

L’accaduto non deve essere sottovalutato.

Segnaliamo il gruppo Facebook aperto per raccogliere i sostenitori di Antonino: solidarietà ad Antonino Monteleone, voce libera della Calabria

Vi invitiamo ad iscrivervi e a partecipare alle iniziative a sostegno che verranno proposte dal gruppo.

Tanti auguri Pino Masciari!

51 anni di esperienza unica che abbiamo imparato a conoscere stando al tuo fianco. Auguri di cuore da tutta la Rete, che certamente saprà riempire di commenti il blog per dimostrarti l’affetto conquistato in questi anni.

Amiche e amici di Pino Masciari: ora tocca a voi! La sezione commenti è tutta vostra!

00006899[fonte AGI] Beni per 4 milioni di euro, riconducibili a Paolo Ripepi, presunto affiliato alla cosca mafiosa dei Mancuso di Limbadi, sono stati sequestrati dalla Dia di Catanzaro su disposizione del Tribunale di Vibo Valentia. Si tratta di un’azienda edile, di diversi mezzi, di numerosi rapporti bancari e postali e di unita’ immobiliari tra cui il complesso residenziale denominato ‘Villa Filomena’ ubicato nella zona turistica di Capo Vaticano. Ripepi, attualmente sorvegliato speciale, e’ stato condannato in via definitiva nell’ambito del processo denominato ‘Dinasty’. Ripepi, dopo l’ arresto nell’ambito dell’ operazione a Dinasty, e’ stato condannato in primo grado con sentenza emessa dal G.U.P. presso il Tribunale di Catanzaro confermata in Appello a tre anni e 4 mesi di reclusione. Nella sentenza della Corte di Appello di Catanzaro che ha tradotto in condanna definitiva gli elementi raccolti nell’ambito dell’operazione, si ricostruisce, a partire dagli anni 2000, la storia del potente clan Mancuso, Leggi il resto.. »

Oggi Pino Masciari ha incontrato i ragazzi dell’Istituto Don Bosco di Borgomanero (NO).

Invitiamo i ragazzi a scrivere qui sul blog i loro commenti e condividere l’esperienza dell’incontro. Da parte sua Pino è rimasto molto contento dell’accoglienza e dell’occasione del confronto con gli studenti. Ringraziamo ancora la presidenza e il corpo docente, particolarmente il prof. Campagnoli con la quale si è organizzato l’incontro.

Cartellone Vibo Confindustria contro il pizzo - Gazzetta del Sud 291009Continuiamo a riproporre la domanda del titolo ogni volta che la stampa riporta le iniziative di Confindustria contro il pizzo. E’ di ieri il monito “sarà espulso chi paga il pizzo” da parte dell’associazione industriali.

Un imprenditore che non denuncia e paga il pizzo può farlo con diverso spirito. Il caso della collusione lo liquidiamo subito richiamandoci al codice penale e all’azione delle autorità competenti, e l’espulsione dovrebbe essere accompagnata dalla costituzione parte civile di Confindustria per il grave danno arrecato a tutto il mercato. Chi è complice vizia le regole del mercato e della concorrenza leale e arreca danno alla società e all’economia del Paese.

E’ diverso il caso di chi paga il pizzo per soggezione e paura: in questo caso l’espulsione diventerebbe un’aggravante della situazione perchè una persona che si sente già sola contro il crimine sentirebbe ulteriore abbandono e isolamento. E questa paura indica la mancanza di fiducia nelle Istituzioni a tutti i livelli: è un segnale devastante che si traduce in sconfitta per lo Stato.

Riteniamo che l’espulsione in se sia un provvedimento passivo: è conseguente a racket già in atto e applicabile esclusivamente se si scopre che c’è un crimine, ossia dopo indagini a volte della durata di anni e l’impiego di risorse preziose. Leggi il resto.. »

26 febbraio 2010 h. 21 presso Artintown incontro pubblico con Pino Masciari, parte di un ciclo di conferenze sulla legalità organizzata da Libera Piemonte e ARCI.

La notizia della presenta dei Modena City Ramblers e della carovana Onda Libera è priva di fondamento: ci scusiamo con i lettori.

Per domani 26 gennaio 2010 Acmos e Arci hanno invitato Pino Masciari ad un incontro pubblico presso il Circolo Artintown di Via Berthellet 25, per le ore 21. Massimo riserbo sui dettagli.

Però: la concomitanza della presenza dei Modena City Ramblers su territorio sabaudo già da stasera fa ipotizzare l’arrivo dell’Onda Libera anche nel capoluogo piemontese. Ma sono supposizioni che chiariremo solo partecipando domani! Si sa che a Torino glii amici di Pino Masciari abbondano!
Ripetiamo: lo diciamo sondando indizi sparsi per la tutta Rete… se così fosse… non perdiamocelo!

MILANO (Reuters) – Le Fiamme gialle di Catanzaro e Vibo Valentia, in collaborazione con quelle di Roma, hanno sequestrato beni, attività economiche e conti correnti bancari per un valore di circa 5 milioni di euro a Nicola Fiarè, noto esponente di una cosca attiva nel Vibonese.

Lo ha reso noto la stessa Guardia di Finanza in un comunicato, precisando che l’operazione è stata condotta dagli uomini del Gico (Gruppo di investigazione sulla criminalità organizzata) di Catanzaro e del Nucleo di Polizia Tributaria di Vibo Valentia, in collaborazione con lo Scico (Servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata) di Roma

Fiarè, fanno sapere i militari, è attualmente imputato di partecipazione ad associazione mafiosa in seguito ad un’operazione condotta nel 2005 dalla squadra mobile e dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.

Gli investigatori della Fiamme gialle, si legge nel comunicato, hanno fatto luce su un complesso intreccio di rapporti commerciali e societari gestito da Fiarè, soprattutto a Roma, dove da qualche tempo l’uomo risiedeva.

Fra le attività economiche individuate nella Capitale, ed incompatibili con il reddito dell’uomo, figurano una società di gestione di esercizi commerciali, come bar e tabaccherie, e una ditta individuale operante nel settore dei pubblici spettacoli.

Entrambe le attività commerciali, fa sapere la Gdf, sono state sottoposte a sequestro.

In Calabria, invece, Fiarè ha fatto ricorso a dei prestanome, ai quali avrebbe attribuito la titolarità di due note società operanti nel settore dell’organizzazione di pubblici spettacoli.

Tra i beni sequestrati, fa sapere la Guardia di Finanza, figura anche una villa di oltre 400 metri quadrati nel territorio di Vibo Valentia.

Fonte Reuters

Immag059#1


Oggi Pino Masciari è diventato socio di Banca Etica.

Può sembrare una notizia come tante altre.

Invece chi conosce Pino, la sua famiglia e la sua storia, sa che è un momento importante.

Un imprenditore, come Pino Masciari, dopo anni di programma di protezione per il suo servizio allo Stato come testimone di giustizia, diventa socio di una realtà che si presenta con questa campagna: “cerchiamo soci ricchi dentro”.

Tutti coloro che sono amici della famiglia Masciari possono garantire sulla loro ricchezza interiore.

Leggi il resto.. »

pino-masciari

GIUSEPPE “PINO” MASCIARI: uomo simbolo della lotta alla ’ndrangheta

a cura di Carlo Piccini

Lei arriva da una famiglia di imprenditori con diverse aziende e decine di dipendenti. Cosa fece scattare la scelta di denunciare i suoi estorsori e rinunciare alle sue attività?

Avvenne con la richiesta esplicita di denaro: il 3% ai mafiosi e il 6% ai politici. Il netto rifiuto ha avuto come conseguenza intimidazioni, minacce, sabotaggi in cantiere e lungaggini amministrative nel settore edilizio pubblico dove io operavo. Un vero e proprio racket estorsivo organizzato. Fu nel 1994 che decisi di chiudere tutti i cantieri: a queste condizioni un imprenditore non è libero di lavorare. Attraverso la denuncia ho preteso i diritti di cittadino libero, di tutelare il mio ruolo di imprenditore libero e dunque ristabilire le regole di un vivere democratico.

Dicendo di no alla ‘ndrangheta e rispondendo alle estorsioni con le denunce lei è stato definito un simbolo scomodo perché ha denunciato non solo la mafia, ma anche «quello che c’è dietro». Lo rifarebbe?

Sono stato educato dalla mia famiglia alla legalità ed alla giustizia, sono quindi fiero della mia scelta e la rifarei. Anzi, la faccio tutti i giorni. La mia denuncia è ancora oggi quotidiana e credo fortemente che il rispetto verso le Istituzioni e il diritto di tutti i cittadini sancito dalla Costituzione sia l’unica vera condizione per considerarsi uomini liberi. Pino Masciari alla fine ha fatto valere non solo i suoi diritti ma quelli di tanti imprenditori e cittadini onesti che oggi possono denunciare in una situazione giuridica e sociale certamente migliorata rispetto a quella di quindici anni fa. Questo è l’epilogo più bello anche nei confronti di chi, quando decisi di denunciare, mi consigliava di rinunciare a causa del rischio per la vita mia e della mia famiglia. Leggi il resto.. »

11440_1187972613568_1055895561_30474107_3208390_nIl comitato Amici di Pino Masciari di Reggio Calabria intende esprimere la propria solidarietà alla magistratura reggina per quanto successo la mattina di Domenica 3 Gennaio quando un ordigno rudimentale è stato fatto esplodere dinnanzi al portone di ingresso degli uffici del Giudice di Pace di Reggio Calabria. Ci esprimiamo appositamente a dieci giorni di distanza poiché, consapevoli che presto i riflettori nazionali si sarebbero spenti e nessuno ne avrebbe più parlato, con il presente comunicato intendiamo, appunto, riproporre l’attenzione su un fatto tanto grave quanto inquietante oltre che per chiedere chiarezza riguardo a quanto successo dal momento che alcune circostanze non ci sono abbastanza chiare e vorremmo capire se si tratti davvero di un “avvertimento” in pieno stile mafioso alla Procura Generale – dal momento che l’ordigno e’ stato piazzato davanti al portone del Giudice di Pace e non in quello della Procura generale – oppure se si tratti di un gesto isolato di un singolo frustrato per l’evolversi a suo sfavore di un qualche procedimento pendente. La nostra solidarietà va comunque a tutti quei magistrati che giorno dopo giorno rischiano la vita semplicemente per fare il loro lavoro, perché hanno deciso che a prevalere debba essere lo Stato e non l’anti-Stato, senza piegarsi a logiche perverse e criminali. Ma,nella provincia di Reggio, si stanno succedendo ultimamente avvenimenti che sanno di storico. Giorni fa, prima dell’attentato alla procura Generale, ben 8 commercianti di Bovalino ( RC ) hanno deciso di denunciare i loro estorsori. A loro va il nostro grazie in quanto, cosi come già fatto da Pino Masciari in passato, hanno deciso di compiere semplicemente il loro dovere e ci auguriamo che essi siano d’esempio a molti altri commercianti e imprenditori onesti che sono, però, soffocati dalla morsa del racket che la ndrangheta impone. Leggi il resto.. »

Ciro Corona è amico di Pino Masciari di Scampia (Na): Promotore con altri ragazzi dell’associazione (R)Esistenza, giovane e vitalissima realtà, vive e opera sul territorio, tra Scampia e Secondigliano, nella lotta alla illegalità e alla cultura camorristica.

Intervistato dalla trasmissione RadioRAI La Bellezza contro le mafie per raccontare l’esperienza di questo intenso anno di attività,  Ciro indica tra i riferimenti ispiratori della loro azione il nostro comune amico Pino Masciari: potete ascoltare le sue parole direttamente dal link.

Sono molti i messaggi ricevuti in queste feste: oltre all’affetto e agli auguri sentiti verso la famiglia Masciari tante persone da tutta Italia comunicano come siano state colpite profondamente dall’aver conosciuto Pino, la sua vicenda e la sua famiglia, incontri che han dato loro nuove motivazioni e stimoli per costruire un Paese sempre migliore nel rispetto dei Diritti fondamentali della nostra Carta Costituente, della legalità e della giustizia.

L’augurio a tutti per il 2010 è di raccogliere le nostre energie per proseguire insieme questo cammino, con impegno e amicizia.

arton4592

Come sempre sensibili al tema giustizia e legalità, noi Amici di Pino Masciari segnaliamo e invitiamo a partecipare numerosi alla manifestazione che si terrà il prossimo 5 gennaio alle ore 15,00 presso l’Abbazia Florense di San Giovanni in Fiore (CS).

Riportiamo un estratto dell’articolo presente sul sito de “La Voce di Fiore” e che potete leggere interamente collegandovi a questo link.

il 5 gennaio dovrà rappresentare una rinascita per la Calabria, di là dai colori politici. Nell’unità, nel coraggio e nella fermezza d’una richiesta di giustizia corale che sia più forte delle coperture politiche che assicurano impunità e arricchimento ai responsabili di scempi, violazioni, ruberie.